L’ ultimo straziante saluto ad Alessio e Giuseppe

Chiesa del S. Cuore troppo piccola

L’uscita dei due feretri dalla Chiesa del Sacro Cuore di Casciolino

Erano circa in duemila, stipati, in una chiesa grande ma non abbastanza. Altri cinquecento almeno hanno atteso fuori, in silenzio ed al freddo. Avrebbero voluto un piccolo altoparlante anche per l’esterno allo scopo di partecipare attivamente all’ultimo saluto di Alessio Bianco e Giuseppe Putrone, i due giovanissimi deceduti  nel drammatico incidente stradale accaduto giovedì 20 dicembre scorso a Simeri (Catanzaro) 

Dentro un altro gelo, quello del cuore. Quello di due famiglie sistemate ai fianchi delle bare bianche con i resti dei loro giovanotti. Nessun abbraccio ha potuto scaldarlo quel gelo interno di genitori sconvolti, inebetiti dallo schiaffo violentissimo che la vita ha riservato loro in questa vigilia di Natale 2018.

Ma il quartiere dove i due ragazzi abitavano (Lido centro e località Fortuna) non ha fatto mancare il suo abbraccio, manifestando un dolore composto ma visibile, sui volti e negli occhi di adulti e ragazzi. Perchè tantissimi erano i giovani. Amici, compagni di scuola ed anche giovani calciatori allenati da Fabio Putrone, papà di Giuseppe, amministratore di numerosi condomìni ma anche allenatore di varie selezioni under (tra le delegazioni tecnici, atleti e rappresentanti dell’US Catanzaro Academy)

Innumerevoli anche le testimonianze d’affetto per la famiglia Bianco nel segno di un’amicizia straordinaria tra i due neo-maggiorenni che (facevano pratica insieme in uno studio tecnico di Lido) è continuata anche nel loro ultimo viaggio. 

Nelle parole di padre Ilario, parroco del Sacro Cuore, una verità che ha tentato di scuotere le famiglie, i genitori, ed i giovani fratelli : “I figli sono un dono di Dio e sono suoi, prima che vostri.  La vita è un dono bellissimo ma è lui che ce lo fa ed è lui che decide quando riprenderselo. Giuseppe e Alessio – ha continuato padre Ilario Scali – sono morti qui, ma sono nati in Gesù che accetta di buon grado tutte le nostre preghiere per loro.  La pace del Signore ci aiuti a sopportare questo dolore, coscienti che l’amore verso questi due ragazzi non ce li farà mai separare completamente. Mai si è vista tanta gente in questa chiesa – ha ammesso il sacerdote- questo significa che erano molto amati. E del resto il dolore unisce più della gioia”.

Lunghissime code per il saluto dei parenti hanno prolungato di quasi un’ora la fine della liturgia.

Nel cortile parrocchiale le due auto funebri hanno persino faticato ad accogliere i due feretri, salutati da scrosci di applausi e da un venticello freddo che ha portato via in un baleno i palloncini bianchi.

Catanzaro ha due nuovi angioletti:  Giuseppe e Alessio ora dovranno consolare da lassù tutti i loro cari che non finiranno mai di piangerli e rimpiangerli.