Keleos, rapina Sicurtransport: i sette fermati dalla Polizia

Sette fermi grazie a indagini complesse e collaboratrice di giustizia

Sette fermi. Sono il frutto dell’operazione Keleos, lunghe e laboriose indagini che il servizio centrale operativo della Polizia di stato, la squadra mobile di Catanzaro (in collaborazione con quella di Foggia), sotto il coordinamento della DDA calabrese guidata da Nicola Gratteri, hanno eseguito  nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili della rapina al caveau dell’istituto Sicurtransport avvenuto in località Profeta di Caraffa, alle porta del capoluogo, la sera di domenica 4 dicembre 2016.

I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di altrettanti soggetti accusati di formare parte della banda che è riuscita nella rapina più fruttuosa mai compiuta in Calabria (ben 8 milioni di euro) messa in atto con strategie subito definite dagli inquirenti come para-militari.

LE CURIOSITA’ EMERSE DALLE INDAGINI

Quattro i catanzaresi implicati: i pregiudicati Giovanni e Leonardo Passalacqua di 52 e 44 anni, il dipendente Sicurtransport Massimiliano Tassone di 49 anni e l’imprenditore Cesare Ammirato di 69. Assieme a loro altri due imprenditori, il 41enne cosentino Nilo Urso di Rossano ed il 42enne crotonese Dante Mannòlo di Cutro.  Infine il pregiudicato barese Mario Mancino, 41anni, di Cerignola

Già nell’estate del 2016 alcuni soggetti di Cerignola, dediti a reati del genere, erano stati avvistati in Calabria tra Cosenza e Lamezia Terme. Una pista pugliese stata rafforzata prima da precisi contatti con un imprenditore cosentino per l’utilizzo di un grosso escavatore utile a spaccare il muro di cemento armato e poi dal ritrovamento in casa di un sospettato di una banconota riportante il timbro dell’istituto di vigilanza catanzarese in cui la banda avrebbe trovato un fondamentale basista.

Secondo le investigazioni eseguite parte del bottino è stato poi stato distribuito, quale dono in segno di rispetto e deferenza, ai capì delle principali consorterie di ‘‘ndrangheta del catanzarese e del crotonese.