Jole e Capitano Ultimo in “Rescue Calabria”: un film tutto da vedere

di Alessandro Manfredi – “The Iron Lady”. E’ un film del 2011, che racconta la vita dell’ex primo ministro britannico Margaret Thatcher, interpretata da Meryl Streep. Una pellicola ispirata dalla storia scritta da una delle donne inglesi più importanti in ogni epoca.

In Calabria, in queste ore di ripetuti e costanti colpi di scena, c’è chi si candida ad essere ispirazione per un futuro film dedicato a donne importanti. La donna, che in questo momento in assoluto attira l’attenzione dei calabresi, e magari di un’Italia diffidente, abituata all’immagine di una Calabria ultima, è il nuovo Presidente della Giunta regionale Jole Santelli.

Lei, che con un filo di voce, sta facendo un gran rumore. Ieri, da Roma, capitale d’Italia, città nella quale la Santelli risiede e dalla quale governerà tre giorni a settimana la Calabria, è arrivata una notizia clamorosa, comunicata dalla sala stampa della Camera dei Deputati, perché un simile annuncio non poteva avere palcoscenico diverso: il “mitico” Capitano Ultimo, l’uomo che ha arrestato il capo dei capi della mafia, Totò Riina, sarà assessore regionale all’ambiente. Una scelta inaspettata, che pochissimi avrebbero potuto immaginare. Ecco, tutto ritorna a sembrare un film. La cui sceneggiatura è ancora tutta da scrivere, intendiamoci, poiché saranno gli stessi attori protagonisti a definirla nel loro percorso. Capitano Ultimo, il colonnello Sergio De Caprio, ha affermato che questa sfida sarà una delle più belle da lui affrontate e, detto da chi ha scritto una delle pagine più importanti della storia del secolo scorso, fa presagire ad un epilogo avvincente. La sfida, infatti, è la classica impresa impossibile, una di quelle che persino Tom Cruise, nelle sue “Mission Impossible” non ha mai dovuto affrontare.

     

Salvare la Calabria. Missione che a quanto pare, dopo tentativi vani perpetrati da uomini come Chiaravalloti, Loiero, Scopelliti ed Oliverio, solo per ripercorrere gli anni disastrosi del nuovo millennio, appare essere impresa biblica, roba da miracolo Divino. Eppure, Capitano Ultimo, assieme a coloro che lo affiancheranno nella nuova Giunta Santelli, ha accettato la sfida. Non è calabrese, perché nato a Montevarchi, ma si è presentando affermando che sarà “un privilegio servire il popolo calabrese”.

Insomma, per mettere ordine ad una potenziale sceneggiatura cinematografica, che avrebbe tutto per diventare una trama di successo, tentiamo di contestualizzare luoghi e possibili azioni finalizzate alla realizzazione della location. Tra Roma e Catanzaro, andata e ritorno, Jole Santelli, Capitano Ultimo e gli altri che si aggiungeranno, dovranno affrontare temibili situazioni. La Calabria è una fortezza in mano alla ‘ndrangheta, che negli ultimi decenni ha invaso l’Italia entrando nella sua anima, lo Stato. Ha corrotto politici e funzionari, ha seminato il bisogno tra la popolazione rendendola schiava e tanti sono stati i calabresi, soprattutto giovani, costretti a fuggire. Nella fortezza Calabria la meritocrazia non esiste, vige solo la legge del dominio prepotente sugli altri e guai a chi si ribella. Però, all’interno di questa fortezza, esistono donne e uomini che ugualmente, e senza paura, combattono quotidianamente, nel silenzio, tutto questo. A volte ne restano vittime, altre volte, però, hanno dimostrato di poter vincere. Ad esempio, a Catanzaro, in Procura, c’è Nicola Gratteri, che assieme alla sua squadra, ha scosso ciò che pareva indistruttibile, creando delle evidenti crepe che dimostrano come la ‘ndrangheta e la corruzione da essa praticata abbiano enormi punti deboli. Perché per ogni Joker, nei film, esiste sempre un Batman. Le parole verità e giustizia cominciano ad essere seminate su terra calabrese e potrebbero presto dare frutti insperati. Capitano Ultimo arriva in un momento storico probabilmente unico, per la Calabria. E se Jole Santelli, sempre con quel filo di voce, che per ora ha generato un gran baccano, dovesse veramente sposare la pazza idea di imprimere il suo nome in maniera indelebile nel cuore e nella memoria di questa miserabile terra, aggiungendo alla sua squadra elementi del genere, allora il film sarà tutto da guardare.

Se Jole Santelli, come una Giovanna d’Arco, ispirata dalla sua profonda esperienza umana che vive ogni giorno su di sé, decidesse di abbandonare ogni brutta abitudine della politica moderna, spazzando via i giochi di potere e puntando per davvero al riscatto della sua Regione, il destino della Calabria potrebbe incredibilmente svoltare. I calabresi sono naturalmente disillusi, il 56% di loro non ha neppure votato il 26 gennaio scorso alle elezioni regionali. Non hanno quasi voglia neppure di guardarlo questo film, ma Gratteri da un lato ed ora la presenza di Capitano Ultimo dall’altro fanno accendere una piccola speranza sul fatto che questa maledetta trama possa sfociare in un disatteso lieto fine. Se così dovesse essere, e da calabresi non possiamo far altro che auspicarlo con tutto il cuore, può darsi che assisteremo ad un grande film, così importante da essere candidato all’Oscar del cinema. Manca solo il titolo, ma quello è facile: “Rescue Calabria”. E se fosse un flop al botteghino a causa del solito finale deludente? Beh, nessun problema, per i calabresi sarebbe un film già visto.

Redazione Calabria 7

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