Il Salvini-Meloni power “ispira” la Santelli, ma in Calabria non tutti brindano

di Danilo Colacino – Un giro per le stanze della Regione a salutare dirigenti, funzionari e impiegati, da neoproclamata.

E poi il ritorno a Roma con un risultato davvero d’eccezione appena ufficializzato alla stampa.

Ecco la cronaca delle ultime 48 ore di lavoro (o pure meno) della presidente Jole Santelli, che ha piazzato il colpo di una delega di peso come quella all’Ambiente assegnata a una personalità del calibro di Sergio De Caprio: al secolo il Capitano Ultimo a cui, peraltro, si deve la cattura del ‘capo dei capi’ di Cosa Nostra Totò Riina.

     

E per giunta, è proprio il caso di dire giocando con le parole, pare sul punto di centrare un altro obiettivo mica da ridere sotto il profilo della qualità dei componenti della squadra santelliana.

Un bel segnale, certo. Ma anche forse il sintomo di un ‘commissariamento’ dei due partiti maggiori a livello nazionale – Lega e Fratelli d’Italia – che, dopo aver incassato la scelta appunto di ‘SuperJole’ quale alfiere del centrodestra alle Regionali, sembrano voler dettare l’intera linea.

Basti pensare alle voci sul vice-governatorato che dovrebbe spettare al Carroccio (carica già di per sé di assoluto prestigio, ma mai di rilievo come nel caso di specie in cui l’on. Santelli ha più di qualche oggettiva difficoltà fisica da superare nell’assolvere a un difficile mandato) e sulla presidenza del Consiglio appannaggio di Fdi o magari viceversa.

Motivo per cui, con il gioco d’incastri dei cosiddetti tecnici (ovvero assessori esterni non votati) che in base ai soliti rumors della vigilia avrebbero dovuto essere ridotti al minimo, lo spazio per i consiglieri eletti non sarà quello da loro auspicato.

Vulnus che alcuni colmeranno in parte divenendo capogruppo o andando al vertice di una Commissione.

Nulla a che vedere, tuttavia, con quanto molti speravano prima del voto, ma dimenticando il Salvini-Meloni power.

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