Il quadro delle regionali: storica opera d’arte, a tratti bizzarra

di Alessandro Manfredi – Una storica opera d’arte. C’è molto da studiare e da interpretare, con critica disposizione, quando si osserva il quadro dei numeri e delle percentuali di ogni elezione.

Quelle regionali della Calabria, svolte domenica scorsa e che hanno riprodotto su storica tela il primo Governatore donna, Jole Santelli, alla guida di uno straripante centrodestra, capace di ricevere oltre il 55% dei consensi, custodiscono un dato di fatto oggettivo ed inconfutabile. Nulla da dire, perché la Santelli ha dominato l’esito delle urne, catalizzando la scelta dei calabresi, che l’hanno posta al centro della raffigurazione.

Questo è il quadro che appare di primo sguardo, tuttavia, il dipinto va apprezzato con attenzione e minuziosa ricerca dei particolari. Ce ne sono tanti, quasi fosse un’opera di Leonardo Da Vinci, piena di dietrologica pennellata. Il destino si sa, a volte è ironico e beffardo, oppure drammatico e spietato. Quello dei calabresi è tutto questo insieme. L’immediato futuro sarà disegnato dal nuovo Presidente, Jole Santelli, dai nuovi consiglieri regionali, che comporranno l’Assemblea e dalla Giunta che sarà scelta. Tanta la curiosità e l’attesa di veder il tratto espresso su foglio bianco, per comprendere qual tipo di capolavoro sarà tentato e messo su tela. Certo, dipenderà da chi userà l’attrezzo e da come lo passerà su tavolozza. Se ne vedrà l’azzurro in sfumature o il nero della discordia violerà la purezza dell’armonico colore? Ma attesa deve essere, dunque, torniamo ad osservare ciò che già è stato esposto alla parete, i risultati delle elezioni regionali 2020.

     

Come detto, il quadro d’impatto è di esplicito soggetto. Jole Santelli ha vinto. Sono i contorni, però, a destare la caduta dell’occhio e da scrupolosa visione ci si accorge che lo spessore dei tratti non è certo elevato. Cosa si intende? Facile, le linee sono venute fuori da setola strapazzata. No, non è di folto pelo come sembrato dalla scelta dei calabresi di segnare con matita la Santelli, perché quel 55% totale di voti avuti è l’espressione di 449.705 elettori, vale a dire il 23,71% degli aventi diritto al voto. Coloro che non hanno voluto rendere maggiormente folta la setola del pennello, per garantire spessore maggiore ai contorni del ritratto, sono stati circa il 56% di tutti i calabresi chiamati a dipingere. Ed allora ci si accorge che un pizzico di valore artistico e di scontata bellezza si è smarrita nell’origine.

Ma tant’è. Il quadro è questo e rimane di storica valenza. Detto della protagonista, Jole Santelli, che opera d’arte resta, unica ed irripetibile, tentiamo d’osservare il paesaggio intorno. I consiglieri regionali eletti sono espressione di colori e sfumature diverse tra loro. C’è il verde della Lega, un colore nuovo, mai usato su tela calabrese prima d’ora. C’è soddisfazione dei salviniani pittori, anche per aver abbellito il contesto con uno spruzzo di rosa di donna eletta (Clotilde Minasi), ma lo spazio riservato ai loro tratti, nei loro desideri, era maggiore. Ecco perché il verde ci pare meno intenso di quanto ci aspettassimo. L’azzurro è un poco più calcato, ma leggermente. Ed anche qui qualche ricalco è rimasto a disturbarne la perfezione. Alcuni tratti di Forza Italia sono smussati e valgono di meno rispetto alle elezioni del 2014. Che poi tali difetti si riflettono su opere diverse, come lo scarabocchio che al momento viene esposto a Palazzo De Nobili, sede del Comune di Catanzaro. A Fratelli d’Italia è passato dalle mani il pennello intinto nel giallo, così da farci un sole in prospettiva, che ad oggi, tuttavia, è sorto ancora a metà.

Dall’altra parte c’è tanto rosso ed era da tempo che tratti così incisi non si vedevano su tela calabrese. E’ stato il Pd a marchiare il miglior tratto, di un rosso, che però per quanto risalti è ai margini del dipinto, perciò, nel quadro appeso a Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale, forse sfuggirà allo sguardo. Una sfumatura rosa, oltre che da Lega arte, arriva dai Democratici e Progressisti, con altra donna eletta (Flora Sculco).

Ed infine, tralasciando i grigi sparsi a delineare dubbi, perplessità, paure ed insicurezze, di cui tela calabrese da decenni si tinge, un colore stringe gli occhi per sorriso generato: è beffardo il verde-blu di un artista considerato di minore espressività, ma dal potenziale alto, tale Io Resto in Calabria, che a Palazzo Campanella ha voluto esserci lasciando sul quadro un segno quasi burlesco. La mano che ha sbeffeggiato l’opera perfetta rendendola bizzarra è quella di Marcello Anastasi, che con 1.072 preferenze avute ha messo la firma in calce, alla faccia dei Gentile, Scalzo, Billari, Battaglia, Mattiani, De Nisi ed altri più accreditati artisti, che di fatto han portato tanti secchi di pittura senza avere pennello in mano. E tal visione ci strappa un sorriso, perché se è vero che storico dipinto resterà in eterno per elegiaca immagine di Jole Santelli, anche il leggero passaggio di Marcello Anastasi rimarrà un capolavoro raccolto in cornice.

Redazione Calabria 7

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