Il ‘calvario’ di Pietro: solo il Prefetto può portarlo via dall’ospedale

Il caso dell'uomo affetto da grave obesità

Una storia paradossale, che dovrebbe far riflettere tutti, soprattutto chi sta a capo della sanità calabrese. Qualche giorno fa vi avevamo raccontato il caso di Pietro, il 51enne di Catanzaro affetto da una grave forma di obesità e “bloccato” all’ospedale “Pugliese-Ciaccio”, nonostante le dimissioni siano pronte da giorni.
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L’uomo, già alle prese con il problema dell’obesità, pesa oltre 300 chili. Agli inizi di maggio era stato ricoverato nel reparto Medicina d’ Urgenza ed Accettazione per patologie respiratorie. Dopo le cure, grazie all’ottima assistenza del personale sanitario, Pietro, qualche giorno fa, ha ricevuto il foglio di dimissioni per tornare nella sua abitazione, in un quartiere a Sud del capoluogo.

Purtroppo per lui, ancora adesso è costretto a rimanere in un letto di ospedale perché non si trova l’attrezzatura adatta per il suo trasporto. A fare luce su questa triste vicenda ci ha pensato il Direttore del reparto dott. Peppino Masciari che, ai nostri taccuini, ha spiegato: “Ci siamo rivolti al Prefetto e siamo in attesa di ricevere l’autorizzazione per far rientrare il paziente nella sua casa. Infatti i vigili del fuoco senza questo permesso non procedono al trasporto dell’uomo. Il problema –conclude Masciari– si pone anche perché le ambulanze private non dispongono dell’equipaggiamento sufficiente per trasportare il paziente, dimesso ormai da 4 giorni”.

Per ricoverare Pietro, circa un mese fa, erano servite due squadre di vigili del fuoco, insieme a un’autoambulanza, per prelevarlo con il suo letto di ferro su quale vive sempre disteso. Lo stesso letto che, ironia della sorte, è sparito nel nulla. E questo è solo uno dei tanti casi che vede protagonisti i vigili del fuoco che, quasi ogni settimana, ricevono richieste di intervento da parte del servizio 118 per trasportare pazienti obesi.

Ci siamo recati anche al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro ma non è servito a molto. Il vicecomandante, l’ing. Roberto Fasano (in sostituzione del comandante ing. Maurizio Lucia impegnato fuori sede) non ha potuto rilasciare dichiarazioni in quanto serve una apposita richiesta per le interviste.

Insomma, fino alla auspicabile disposizione del Prefetto Francesca Ferrandino, la sofferenza dell’uomo è destinata a continuare. Pietro, assistito quotidianamente dal fratello Gianluca, vuole solo tornare a casa, dalla mamma disabile e dalla sorella malata. Non chiede molto.

Matteo Brancati