I Quartieri: “Catanzaro anonima come il suo corso”

“Catanzaro ha il suo “Corso” senza identità. Quell’identità mancata che nessun amministratore ha il coraggio di intravedere, fra veti di negozianti non lungimiranti, capaci solo di piangersi addosso senza offrire – salvo le eccezioni – nulla che si distacchi dalle offerte dei centri commerciali o le idee nevrotiche e labili, dell’ultimo minuto… Così Corso Mazzini non è spazio pedonale e non sembra essere neppure una via in regola con il transito di veicoli. Paletti e vasi tentano, istericamente, di dividere lo spazio pedonale da quello accessibile al traffico.”

Lo afferma in una nota Antonio Fabiano, Responsabile “Trasparenza Legalità”.

“Ma, ci si chiede: il comune di Catanzaro è in regola con l’installazione dei dissuasori di sosta?Questi “dispositivi” stradali atti ad impedire la sosta di veicoli in aree o zone determinate, oltre che armonizzarsi con gli arredi stradali – sul gusto si potrebbero aprire varie discussioni – ed assolvere le funzioni accessorie quali delimitazione di zone pedonali, aree di parcheggio riservate, ecc. devono essere visibili. Ma, di più non devono esercitare un’azione di reale impedimento al transito sia come altezza sul piano viabile, sia come spaziamento tra un elemento e l’altro, se trattasi di componenti singoli disposti lungo un perimetro. Non devono, per forma od altre caratteristiche, creare pericolo ai pedoni ed in particolare, ai bambini. Non devono creare problemi neppure alla circolazione. Alcuni vari presenti sul Corso Mazzini, però, sembrano essere delle “lame” pronte ad amputare il piede del primo motociclista distratto o coinvolto in un sinistro.

E’ per tutte queste ragioni che i dissuasori di sosta devono essere autorizzati dal Ministero dei Lavori Pubblici – Ispettorato Generale per la Circolazione e la Sicurezza Stradale – e posti in opera previa ordinanza dell’ente proprietario della strada, che resta competente per l’individuazione delle aree ove impiegare i dissuasori. Il comune di Catanzaro è in regola?Eppure anni fa il comune di Catanzaro, perfino costituitosi in un giudizio per un danno, per fortuna, con soli danni materiali, ammise di non essere in regola! Ma, quella circostanza è servita da esempio o – come non è difficile credere – si persevera con l’illegittima installazione di dissuasori?

Se una città è da considerare vivibile e civile perché incrocia la necessità dei cittadini di usufruire in sicurezza di spazi fruibili, anche per i bambini e gli anziani, allora Catanzaro non sembra l’isola – non pedonale – infelice. Una città dove si cerca di fare qualcosa e la qualcosa la si fa nell’illegittimità (?) Si attendono allora risposte sulla regolare installazione dei dissuasori su Corso Mazzini, atteso che ogni ed eventuale responsabilità per eventi colposi, ricadrà su chi ha disposto la collocazione o, su di chi non ne ha disposto la rimozione. Fermo restando la valutazione di danno all’Erario per l’installazione illegittima.

Redazione Calabria 7

Fonte