Al ‘Gutenberg’ l’esempio del partigiano Aldo Barbaro

Al Galluppi riproposte le parole dell’ultimo testimone oculare della strage di Vietti. Al coraggioso giovane catanzarese intitolata una via di S.Leonardo

Quello di ricordare chi ha perso la vita per i propri ideali è un dovere. Non permettere che quel sacrificio sia stato vano è una scelta. Ed è stata tale quella di un gruppo di ragazzi che qualche anno fa ha deciso di mettersi sulle tracce della figura del partigiano catanzarese Aldo Barbaro.  Partiti a bordo di una piccola utilitaria dal quartiere San Leonardo fino al muro dell’eccidio dove il giovane 22enne perse la vita si sono fatti guidare dalla voglia di ridare valore a quelle pagine di storia intrise di sangue e sacrificio che vanno sotto il nome di “Resistenza”.

Della loro esperienza i membri dell’associazione “Venti d’Autore” ne hanno parlato nell’ambito di un incontro svoltosi al Liceo Classico Galluppi e inserito nel ricco programma della quattordicesima edizione della fiera del libro “Gutenberg” .Un passato nel quale le giovani generazioni potrebbero rintracciare dei validi strumenti per affrontare il loro presente.Suggestive le parole dell’ultimo testimone oculare  della strage di Vietti, Nanni Savant, che all’epoca dei fatti aveva solo 16 anni, riproposte attraverso un video realizzato  dal gruppo catanzarese in occasione dell’incontro in Piemonte. L’ottantatreenne professore di musica in pensione non aveva ancora rimosso quelle immagini cruente dalla propria mente.

Una storia di impegno e passione che poco e male si coniuga con quella che viene definita “la generazione dell’ indifferenza”.