Guardia di Finanza sequestra beni per 14 mln di euro

nel catanzarese e nel vibonese

Sei provvedimenti di sequestro di beni per un valore di oltre 14 milioni di euro nei confronti di soggetti organici vicini ad alcune cosche di ’ndrangheta del distretto di Catanzaro. È questo il bilancio dell’azione dei militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati e diretti dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Catanzaro, con il supporto dello S.C.I.C.O. di Roma.  I particolari dell’operazione sono stati illustrati dal Procuratore della Repubblica , Nicola Gratteri, dal Comandante Regionale Calabria, Fabio Contini, dal comandante del Nucleo di Polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, Carmine Virno e dal  tenente colonnello Clemente Crisci di Lamezia Terme, nel corso di una conferenza stampa presso la sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro. Le misure patrimoniali hanno riguardato sedici persone, tra esponenti e soggetti di spicco vicini alle cosche di ‘Ndrangheta dei “Cerra-Torcasio-Gualtiero” di Lamezia Terme, “Gallace-Gallelli” di Guardavalle, “Anello” di Filadelfia e di una persona di Amantea già condannato per scambio elettorale politico-mafioso. In particolare i soggetti coinvolti sono: Franco La Rupa, politico di Amantea, consigliere regionale nel 2005, e vicino alla cosca Forastefano di Cassano allo Ionio, alla quale La Rupa si era rivolto in passato per ottenere voti in cambio di 30.000 euro. Allo stesso sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di oltre 9 milioni di euro. Una precedenza sentenza, tuttavia, confermava il rapporto diretto di La Rupa con alla cosca Gentile di Amantea; Luigi Trovato, considerato vicino alla cosca Giampà di Lamezia Terme, nel luglio 2013 era già stato indagato nell’operazione “Perseo”, in quanto ritenuto responsabile, tra le altre cose, di associazione mafiosa. Dopo l’assoluzione, avvenuta in un primo momento, a seguito del ricorso della Procura della Repubblica era stato condannato a quattro anni di reclusione per aver favorito la criminalità organizzata. Tuttavia, tale sentenza è stata annullata dalla Cassazione, per una nuova valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Il provvedimento di sequestro ha interessato fabbricati, terreni, società, auto e diversi conti correnti bancari per un valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro; Domenico Griglia e Domenico Mallamace, rispettivamente di Guardavalle e Vibo Valentia, coinvolti in varie operazioni di polizia, sono stati colpiti dal provvedimento odierno, con il sequestro di oltre un milione e di euro, ovvero il valore di fabbricati, una ditta, automezzi e diversi rapporti bancari e finanziari.

Sempre nell’ambito nell’azione svolta dalla Procura della Repubblica, i finanzieri di Lamezia Terme hanno eseguito due provvedimenti di prevenzione riguardanti 13 persone, tra capi ed esponenti di spicco vicini alle cosche di ‘Ndrangheta dei “Cerra-Torcasio-Gualtiero” di Lamezia Terme. In particolar modo, nei confronti dei cosiddetti capi Nino e Teresina Cerra, condannati nell’ambito della vecchia operazione “Chimera”, e dei loro figli e nipoti, è stato disposto il sequestro di oltre due milioni di euro tra appartamenti con piscina a Lamezia Terme, una casa a Firenze, terreni agricoli, aziende commerciali di abbigliamento e prodotti latteari, un’attività imprenditoriale nel settore del movimento terra, quote di una società operante nei “call center”, 14 mezzi, un acquascooter. L’attività ha avuto il coordimento anche dei procuratori aggiunti Vincenzo Liberto e Vincenzo Capomolla, oltre ai sostituti procuratori Camillo Falvo, Elio Romano e Pasquale Mandolfino.