Gruppo consiliare Catanzaro con Abramo: iniziata la fine di Cambiavento

Nota diramata dai consiglieri del gruppo Catanzaro con Abramo, Rosario Mancuso, Demetrio Battaglia, Enrico Consolante, Filippo Mancuso e Fabio Talarico:

“Avviso a tutti gli internauti, assidui lettori dei quotidiani o semplici spettatori delle questioni politiche locali: segnatevi questa data 25 luglio 2019, ovvero la data dell’ultimo Consiglio comunale, giorno in cui si è segnato, irreversibilmente, l’inizio della fine di Cambiavento.
Il casus belli è da attribuire ad una per nulla ironica esternazione dell’eterno “autocandidato” a sindaco Nicola Fiorita.

     

Il vanaglorioso Fiorita si è infatti lasciato andare ad una vera e propria dichiarazione di intenti riguardo al futuro ed ha risposto a chi gli poneva una domanda strumentale su chi tra lui e Roberto Guerriero possa essere il miglior candidato del Partito democratico, con un baldanzoso: “andiamo  alle primarie”.

Frase che poi, avendo compreso la gaffe, bolla come “battuta”. Ma la toppa è peggio del buco.
Vi starete chiedendo, dunque, perché trattasi dell’inizio della fine del movimento civico? Almeno per due motivi che vi elencherò di seguito.

Il primo: il leader del movimento (a questo punto non più civico) smentisce, i principi per cui lo stesso gruppo è nato e testimonia la veridicità di certe voci di corridoio che lo volevano intento a tessere alleanze con esponenti del Partito democratico, esattamente lo stesso partito che nella scorsa competizione elettorale comunale aveva aspramente osteggiato, ma il “nostro” ci ha  abituato a voli pindarici, tuffi carpiati e giravolte utilitaristiche: lo ricordiamo infatti in una corsa per la possibile candidatura al Senato con Leu durante le precedenti elezioni politiche, salvo poi prendere la parola a sostegno del candidato al parlamento per il Partito democratico Antonio Viscomi.

Aspettiamo curiosi le elezioni regionali, competizione in cui non ci meraviglieremmo se il vento di Cambiavento di Bosco e Fiorita soffiasse forte verso il candidato Sergio Costanzo, pur di ottenere da un fondamentale sostegno per le prossime comunali.

Il secondo: il consigliere Gianmichele Bosco, che da capogruppo consiliare di Cambiavento dovrebbe (teoricamente) tracciare la linea politica, è anche uno dei maggiori riferimenti Calabresi di “Potere al Popolo”, neonato partito della sinistra extraparlamentare, ed esponente di un gruppo oltranzista completamente allergico e avulso ad ogni iniziativa che sappia anche vagamente di pieddino. Da idealista e lottatore convinto, sappiamo bene che, almeno in questo caso, non accetterebbe mai matrimoni politicamente promiscui, utili a soddisfare solo le insaziabili ambizioni dei singoli. Ed ecco che il dado è tratto: o Fiorita smette di corteggiare il Pd oppure dovrà sacrificare il suo movimento sull’altare delle sue ambizioni;

Ci aspettiamo ora l’ennesima frettolosa smentita o piroetta lessicale per cercare tenere insieme i cocci di un vaso già rotto, ma non perdano tempo gli amici dell’opposizione, risulterebbe del tutto inutile: Cambiavento è finita, l’opposizione è spaccata. È arcinoto infatti in città che il consigliere Fiorita “venderebbe l’anima al diavolo” pur di occupare quella poltrona, figuriamoci se non passerebbe sopra ai suoi rapporti personali con il collega Bosco o, ancora più semplicemente, a rivedere in toto i suoi “ideali” e la mission stessa con cui ha spiegato il suo ingresso in politica.

Non ci resta che parafrasare una citazione molto cara alle sinistre: la bramosia corteggerà il PD e una battuta vi seppellirà”.

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