Giuste attenzioni per il Parco, ma Villa e Pineta sono abbandonate

Due pesi e due misure nella cura del verde

Il Parco della Biodiversità Mediterranea sarà curato dai detenuti della casa circondariale di Siano. E’ stata firmato, infatti, il protocollo d’intesa tra i due enti rappresentati dal presidente della Provincia Sergio Abramo, dal presidente onorario del Parco, Michele Traversa e dal direttore della casa circondariale, Angela Paravati. Un accordo importante che permetterà a uno dei luoghi più belli del capoluogo di essere manutenuto dai detenuti che, dunque, sconteranno la loro pena, rendendosi utili alla società. Senza dubbio una buona notizia che peraltro conferma ed accentua l’attenzione verso il cuore verde della città. Ma una riflessione, severa quanto oggettiva, occorre farla: perché nella gestione del verde cittadino si continuano a fare strane sperequazioni? Perché due pesi e due misure tra il meraviglioso Parco e Villa Margherita, tra il Parco e la Pineta di Giovino, altri due polmoni naturali lasciati all’incuria ed al vandalismo? Quello che si vede a due passi da Palazzo De Nobili, dunque vicino a chi dirige il capoluogo, è aberrante: topi, pavimentazione dissestata, sporcizia, rifiuti di ogni genere gettati da incivili, escrementi di cani e bagni pubblici inutilizzabili. Nonostante varie segnalazioni e qualche rattoppo, anziché vero e proprio intervento, la situazione non è cambiata di molto. Ed è un peccato in quanto all’interno di Villa Margherita sono presenti il Museo Archeologico Numismatico e la biblioteca “De Nobili” sempre più frequentati da turisti, semplici cittadini e studenti costretti, ogni giorno, ad ammirare un posto abbandonato che in passato, rappresentava il fiore all’occhiello della città.

Se il centro città piange, la zona sud di certo non ride. Nella meravigliosa Pineta di Giovino, frequentata maggiormente nella stagione estiva, la situazione è simile. Un luogo che a Catanzaro viene considerato come quell’oggetto poggiato sulla mensola di casa, spolverato ogni tanto. Tra alberi secolari e spiaggia finissima, troviamo ogni giorno sacchi di immondizia gettati dai cosiddetti “ecovandali”, automobili quasi in riva al mare e degrado, senza nessun tipo di controllo. Oltre al problema rifiuti esiste anche quello della sicurezza, con la mancanza di illuminazione che, all’interno della stessa pineta, rende impossibile persino una passeggiata. Due luoghi belli, con in comune il concetto di abbandono. Ed è un peccato perché in altri posti, zone come Villa Margherita e la Pineta di Giovino sarebbero sempre protette. E’ impensabile come, nonostante i tanti comunicati stampa di molti esponenti della politica, alcuni anche di viva soddisfazione per una staccionata riparata, non si sia riuscita a migliorare la situazione per due posti ad alto impatto turistico. E’ impensabile che, nel 2010, si sia fatto poco per debellare gli incivili e mettere in campo tutte le risorse per difendere l’ambiente. Un giorno un turista affermò: “A Catanzaro avete l’oro e non ve ne accorgete”. E aveva ragione…