“Giovino è come Suburra, intervenga la magistratura”

“L’avevamo definito “terra di mezzo” il comparto urbanistico Giovino-Alli, siamo stati probabilmente molto buoni, perché in fondo Giovino è come Suburra!”.

Lo scrive in una nota il presidente dell’associazione I Quartieri di Catanzaro, Alfredo Serrao.

“Tutto lo lascia pensare.

Abbiamo la certezza, – prosegue la nota – probabilmente, matematica che da Giovino passa non tanto e non solo il futuro di questa amministrazione Abramo, quanto la costruzione o il consolidamento di altre candidature, di quelli che come ha detto il consigliere Trifiletti, controllano – forse (?) – dall’esterno le sorti del comune di Catanzaro.

Però la pratica Giovino mostra tutte le sue sfumature, di grigio o di nero, non lo sappiamo, di certo sono sfumature di una possibile (il)legalità amministrativa, in ipotesi con suggerimento politico, tanto da pubblicare sull’Albo Pretorio una delibera di giunta senza gli elementi normativi previsti. Tutto nella distrazione del Segretario Generale o dell’assessore Migliaccio, la cui delega – secondo accreditati pettegoli di palazzo – viene messa sulla bancarella del consolidamento della maggioranza politica (?).

Si è voluti mutuare altre pratiche dubbie che caratterizzano questa amministrazione, giusto poi per portarle all’attenzione del Consiglio Comunale con un o.d.g. monotematico… gli amici ne hanno di bisogno (?)

Però tutto va bene, non c’è alcun dubbio. Abramo accelera e poi frena, in nome di una trasparenza a tinte fosche. La manina comunale, quella della svista, ha cercato di fare passare per un concorso di idee quello che probabilmente, era stato già deciso e tripartito, cioè che Giovino deve diventare la nostra Suburra. Vinca il mattone, quello legale o illegale, poco importa, ma soprattutto vincano sempre i palazzi, i palazzinari e la proprietà diffusa e silente…quella della tripartizione (?)

Vinca allora la chiarezza, intervenga la Magistratura sulla vicenda Giovino aprendo un fascicolo d’indagine, anche a margine delle dichiarazioni odierne riportate sui quotidiani, in particolare del vicesindaco Cardamone: “io e miei colleghi di giunta del bando pubblico non sapevamo nulla”. Quindi? Come si può pubblicare un bando di idee senza l’atto necessario? Ed ancora Cardamone di fatto, politicamente sfiducia l’assessore Migliaccio, che forse non sapeva? E anche il sindaco non sapeva di un atto che doveva andare in giunta? Insomma ormai la certezza e la trasparenza ai cittadini del capoluogo, anche a quelli possibili vittime della preannunciata colata di cemento a Giovino, la può garantire solo la Magistratura e chi, come noi, vorrà depositare circostanziata denuncia.

 

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