Fiori, lacrime e occhi smarriti ai funerali di Andrea Faragò

Il sole tiepido del tramonto come a scaldare i cuori raggelati dei presenti; una pioggerellina fitta e breve come se il cielo piangesse. Così all’uscita del feretro bianco della povera Andrea Faragò, la diciassettenne falciata giovedì sera in via Lucrezia della Valle, mentre attraversava con un’amica sulle strisce pedonali. La chiesa del Sacro Cuore a Casciolino è una della più capienti di Catanzaro, eppure incapace di contenere il fiume di persone che hanno voluto partecipare al commiato con quella bella ragazza che fa ancora capolino dal proprio profilo FB. Anche davanti al sacro edificio una gran folla che non trova posto all’interno. Lo strazio della famiglia si contrappone agli sguardi perduti di centinaia di ragazzi. Adolescenti che in genere pensano e parlano di cose generazionali, moda, sentimenti, scuola e canzoni; e che di colpo sono stati proiettati in un livello impensabile per la loro età, eppure sempre in agguato: il confronto con la morte. In quella stessa chiesa vennero celebrati i funerali di un altro giovane, Marco Gentile, (il servizio di CatanzaroTV)accoltellato da un coetaneo per questioni frivole. No, non si può morire in questo modo! Altri occhi sono lucidi, segnati da lunghe ore di pianto. Alcuni sembrano neppure seguire la liturgia funebre di don Ilario, una messa cristiana che parla di immortalità dell’anima. Quella pura della giovane Andrea è di sicuro nella schiera di angeli celesti. Tra le nuvole dove arrivano palloncini bianchi e rossi col nome della ragazzina ben impresso in stampatello. Lei tra gli angeli, gli altri nell’ “inferno” di una realtà cruda e crudele cui d’ora in poi dovranno abituarsi senza più te. Ciao Andrea: proteggi dall’alto se puoi tutti quelli che attraversano le nostre strade dalla superficialità con cui mettiamo a repentaglio la vita degli altri! (il servizio di CatanzaroTV)