Finanza e Procura su gestione allegra di Calabria Verde

Le cinque misure cautelari interessano il DG, tre dirigenti ed un consulente

Pagamento degli stipendi ordinari e straordinari con i soldi dei fondi por opportunamente distratti;  ristrutturazione di una villa ad Amantea con personale e materiale dell’azienda; conferimento di incarico a professionista privo dei requisiti.

Sono i capi di imputazione più eclatanti con i quali la Procura della repubblica di Catanzaro e la guardia di finanza hanno puntato il dito nei confronti di Calabria Verde, ente in house della regione, nata tre anni fa dalla confluenza di Afor e comunità montane, allo scopo di coordinare tutti gli interventi di forestazione e difesa del suolo.

Cinque le misure cautelari emesse dal Gip su richiesta dei procuratori Bombardieri e Prontera.

In carcere è finito il direttore generale Paolo Furgiuele assieme al dirigente Alfredo Allevato;  arresti domiciliari per Marco Mellace, interdizione per Antonio Errigo mentre al  consulente Gennarino Magnone è stato imposto l’obbligo di dimora.

I reati contestati sono abuso d’ufficio, falso ideologico e persino minacce a pubblici ufficiali.