Fare per Catanzaro: “Oliverio stacchi la spina di questo consiglio regionale”

“Il quadro grave e inquietante che emerge dall’inchiesta condotta dalla DDA di Reggio Calabria incrina fortemente l’immagine del Consiglio Regionale in carica e induce a fare una riflessione politica forte e profonda. L’esperienza di Mario Oliverio è stata un tentativo coraggioso, forte, per alcuni aspetti lungimirante, di governare la Regione più difficile e complicata d’Italia. Si è battuto contro resistenze molto radicate, presenti soprattutto nell’apparato burocratico, ottenendo risultati innegabili nella gestione del Fondi comunitari e nel rilancio di alcuni settori economici, a cominciare dal turismo che ha fatto registrare una prima e significativa inversione di tendenza. Non sono mancate le ombre. C’è stata scarsa attenzione verso taluni territori che pure hanno valenza strategica e non si è riusciti ad incidere come avremmo voluto su alcune questioni fondamentali come la sanità, malgrado le nostre battaglie,la depurazione e la gestione delle acque.”

Lo afferma in una nota il Gruppo consiliare di #fareperCatanzaro.

     

“Sul piano politico, l’assenza di una cabina di regia al fianco del Governatore ha favorito il progressivo sfarinamento della maggioranza al punto che, esponenti di punta del Partito Democratico si ritrovano oggi addirittura nei partiti populisti di estrema destra. Il Governo Oliverio, eletto cinque anni fa con una maggioranza schiacciante, è oggi purtroppo un Governo minoritario, costretto a continue mediazioni con il centrodestra pur di tirare a campare. Un quadro, come dicevamo in premessa, che appare inesorabilmente compromesso dagli esiti dell’inchiesta di Reggio Calabria che colpisce in maniera bipartisan l’Assemblea Regionale e la sua residua credibilità. Privato di questo sostegno politico e istituzionale, diventa difficile se non impossibile per il presidente affrontare con forza la delicata sfida sull’autonomia regionale e sul federalismo differenziato, una questione di vitale importanza per il sud e per la Calabria. Se pure esistono queste ombre, il bilancio complessivo dell’esperienza Oliverio può, a tratti, essere considerato positivo e dunque un buon punto di partenza per costruire in Calabria una nuova fase di rilancio sociale, culturale ed economico della nostra regione che abbia come riferimento politico e morale un vasto schieramento progressista.

E’ però oggi necessario, soprattutto da parte del presidente Oliverio, uno sforzo supplementare di generosità, proprio nel momento più buio e tragico della vita istituzionale della Calabria. Riteniamo che atteggiamenti di chiusura ostinata non siano utili e, anzi, pregiudichino in partenza la costruzione di questa vasta area che – per essere competitiva – deve coinvolgere e includere pezzi importanti della società civile, nonché tutte le culture, da quella liberale a quella socialista a quella cattolica, che sono impegnate a contrastare il populismo e l’antipolitica. Ci sono tutte le condizioni perché il nuovo progetto politico alternativo al centro destra, capitanato da Forza Italia, possa vincere la partita delle regionali, anche alla luce dei fallimenti del Governo nazionale gialloverde che non riesce a dare risposte al sud, se non quelle puramente assistenziali. E’ per queste ragioni che chiediamo al presidente Mario Oliverio un atto di generosità, un passo indietro rispetto alla sua ricandidatura, la disponibilità ad accompagnare in tempi brevi un processo che porti all’individuazione di un candidato alla presidenza che sia percepito dall’opinione pubblica come una novità e una speranza.

La storia politica e istituzionale di Mario Oliverio ci fa sperare che questo appello venga raccolto e che sia lo stesso presidente ad avviare, con il suo partito di riferimento e con tutti gli altri soggetti del centrosinistra, il percorso che a nostro parere dovrebbe portare ad individuare il nuovo candidato. Come rappresentanti del Movimento Civico più rappresentativo nel Comune di Catanzaro, il nostro augurio è che questa scelta ricada su un esponente lungimirante è meritocratico espressione del Capoluogo, non come mera richiesta campanilistica, ma come esigenza di riportarvi il baricentro della politica regionale dopo le esperienze di Reggio Calabria e Cosenza.”

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