Duplice omicidio: confessa l’ex convivente della donna

E’ durata meno di ventiquattro ore la fuga di Giuseppe Gualtieri, autore del duplice omicidio avvenuto a Davoli Superiore (Catanzaro) la sera dell’antivigilia di Natale. 

I Carabinieri della Compagnia di Soverato sono riusciti in poche ore a risalire al 51enne, ex convivente di Francesca Petrolini, 53 anni uccisa nella sua tabaccheria assieme al nuovo compagno, Rocco Bava di 43 anni, con colpi d’arma da fuoco.

Per il suo folle disegno di gelosia l’assassino – fratello di Vincenzo, defunto marito della Petrolini morto da circa un anno per malattia – ha usato un fucile (ritrovato quasi subito) ed una pistola che gli inquirenti stanno ancora ricercando.

Giuseppe Gualtieri (che lavora alla SMA, ditta smaltimento rifiuti) e Francesca Petrolini  avevano finito la propria storia da parecchi mesi,  ma l’uomo non si era mai rassegnato alla fine del rapporto e dopo aver cercato di ripristinare il legame aveva anche cominciato a minacciare la tabaccaia, con atteggiamenti ed azioni che erano noti a tutti.

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Catanzaro con il sostituto Chiara Bonfadini sotto il coordinamento dei procuratori Nicola Gratteri e l’aggiunto Vincenzo Capomolla, si sono indirizzate subito su questa pista della vendetta passionale.

Nella tarda mattinata di ieri 24 dicembre, i carabinieri di Soverato guidati dal tenente Fabrizio Bizzarro che guida il Nucleo Operativo e dal tenente Gerardo De Siena comandante della Compagnia, in collaborazione con il Gruppo provinciale, hanno rintracciato il sospettato in casa di un congiunto.

Assistito dal proprio avvocato, Giuseppe Gualtieri – sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio plurimo aggravato e porto d’armi illegali-  ha reso una piena confessione dei fatti accaduti, riconducendo il gravissimo fatto di sangue alla non accettazione della relazione sentimentale avviata dalla sua ex compagna.

La tabaccaia è stata fulminata con due colpi al torace; quattro invece quelli destinati al compagno che aveva abbozzato un tentativo di fuga all’esterno del piccolo esercizio al centro del paese, ancora scosso per il tragico fatto di sangue.