Due magrebini mettono in subbuglio l’ Istituto Minorile

Una cella carceraria

Grave caso denunciato dal segretario CN nazionale Walter Campagna

“Gravi fatti” si sono verificati qualche giorno fa presso l’Istituto Minorile di Catanzaro. Lo rende noto il segretario regionale e coordinatore nazionale di Giustizia minorile UGL Walter Campagna.

Il dirigente afferma che solo ” grazie alla professionalità del personale di Polizia penitenziaria  si è potuto scongiurare il peggio determinato dall’ira di due detenuti magrebini” per cui “si ritiene doveroso sensibilizzare le istituzioni competenti all’adozioni di provvedimenti urgenti”

E’ impensabile – aggiunge Campagna– che soggetti particolarmente problematici possano trovare posto all’interno di un istituto minorile. Cosi come, altrettanto assurdo e paradossale che molti detenuti provenienti da Milano siano assegnati temporaneamente all’IPM di Catanzaro per essere ri-tradotti nella città lombarda dopo appena 15/20 giorni dal loro arrivo.

Evidentemente – afferma il Sindacalista- c’ è qualcosa nel nostro sistema che non funziona, e che deve essere riesaminato al più presto possibile.

Pensiamo soprattutto, alla scelta adottata dal governo nel 2014 di ampliare l’età di permanenza dei giovani nelle strutture minorili da 21 a 25 anni, che oggi sta determinando evidenti difficoltà gestionali.

 Se è vero, dunque, che anche l’UGL aveva accolto con interesse il provvedimento del Ministro ORLANDO al fine di dare  continuità a quel percorso di rieducazione e di reinserimento sociale che veniva tassativamente interrotto al compimento del ventunesimo anno di età con il transito obbligato in un carcere per adulti, e pur vero che tale condivisione era dettata da condizioni e precetti ben chiari, oggi purtroppo inesistenti.


Si chiedono, invece, sempre più sforzi al personale ma poi di fatto gli organici della polizia penitenziaria sono sempre più ridotti. A volte non si riesce a garantire neanche i diritti soggettivi,  ma  si cerca, al contrario, di istituzionalizzare situazioni assurde come l’uso dell’uniforme di servizio nelle strutture minorili trascurando la ratio e l’impatto che l’uniforme può causare sul “vero minore” che spesso si trova nella stessa sezione di un giovane adulto. 


Insomma, un inversione in peggio che sta facendo esplodere la giustizia minorile.

Il minorile di Catanzaro è divenuto, intanto, una vera polveriera, e succursale del Carcere minorile “C. Beccaria” di Milano.”