Denuncia su facebook “i soprusi” del Comune di Catanzaro, indagato

Avviso di garanzia e contestuale chiusura indagini per il presidente dell’associazione “The best Show”, accusato di aver diffamato l’Amministrazione con un video postato sui social network

In un video pubblicato su facebook, avrebbe attribuito il mancato svolgimento della festa organizzata dalla sua associazione per la celebrazione del Santo Patrono di Catanzaro, ad un’azione di boicottaggio messa in atto dall’Amministrazione comunale, tacciata di essere mafiosa, ‘ndranghetista, assuefatta ad esercitare “soprusi”, “ingiustizie”, “abusi”, capace di agire contro persone non “legate politicamente”. Il sostituto procuratore della Repubblica Vito Valerio ha chiuso le indagini con contestuale informazione di garanzia a carico di Davide Clodomiro, 36 anni, presidente dell’associazione “The Best Show”, accusato di diffamazione sui social network ai danni del sindaco Sergio Abramo, del consigliere Fabio Talarico e dell’assessore Alessandra Lobello.  Clodomiro auto riprendendosi in video avrebbe denunciato quello che “accade sistematicamente negli ambienti del Comune. Noi come associazione abbiamo parlato col vescovo per organizzare quest’anno la quarta edizione di “Catanzaro in Festa” e vista la disponibilità del vescovo, abbiamo protocollato al Comune, un programma di quattro giorni, che prevedeva diverse cose, tra cui un concerto finale”.  A distanza di un mese, l’Amministrazione comunale non avrebbe fornito alcuna risposta e il presidente dell’associazione, in base a quanto riportato nel video, si mette in contatto con l’assessore Lobello, riferendo che non poteva farci sapere nulla, perché pur avendo inoltrato una richiesta alla Regione per ottenere un finanziamento, lo stesso non era detto venisse approvato o comunque assegnato al Comune di Catanzaro. Passa ancora un altro mese senza che l’assessore sapesse ancora nulla sui soldi che avrebbe dovuto ottenere dalla Regione e intanto l’associazione porta avanti, comunque, una raccolta fondi, ottenendo il consenso dei commercianti e di parte dei cittadini per l’acquisto del biglietto. “L’Amministrazione comunale nonostante le nostre richieste ci ha ignorato e ha preferito tacere. Nonostante noi avessimo programmato quattro giorni di festa, con artisti di strada, sport, attività, dimostrazioni sportive, musica e tanto altro, attività per bambini, l’assessore Lobello ci ha detto che non poteva tenere in considerazione il nostro programma, perché ancora non sapeva se venivano dati o meno i soldi da parte della Regione”. Arriva la controproposta dell’associazione all’assessore: “se voi fate una programmazione, noi possiamo unirla alla nostra  e fare una manifestazione ancora più importante nell’interesse della città utilizzando anche i fondi che abbiamo raccolto”. L’assessore garantisce che la risposta sarebbe arriva a breve e invece, secondo quanto denunciato nel video: “ noi dell’associazione siamo andati al Suap per chiedere informazioni sulla pratica e troviamo una  comunicazione dell’assessore Lobello che ci negava l’utilizzo della piazza , perché l’amministrazione intende organizzare degli spettacoli per la festa patronale”. Dopo il racconto dei fatti arrivano anche le considerazioni riportate sempre nel video- denuncia:” Siccome noi non siamo né legati politicamente con qualcuno, non siamo amici degli amici, non abbiamo forza politica, siamo stati esclusi. “Nel Comune di Catanzaro il sistema è marcio”, già l’anno scorso ci imposero di spostare la manifestazione e il Comune di Catanzaro, Abramo, Cardamone,  scaricavano la colpa sulla chiesa. La stessa cosa sta accadendo anche questo anno, se non sei nelle grazie di qualche grosso politico o di qualche forza politica non si può fare nulla. Io personalmente come presidente dell’associazione scrivevo su facebook cose che andavano contro il Comune e qualche consigliere, come Talarico andava a riferire. La mafia c’è l’abbiamo in Comune, perché sono proprio loro che fanno gruppo e decidono delle sorti della città”. Espressioni che sono costate a Clodomiro un avviso di garanzia. L’indagato, assistito dal legale Antonello Talerico, avrà adesso 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentito dal pubblico ministero, depositare memorie, compiere ogni atto utile per l’esercizio di difesa, prima che il titolare del fascicolo proceda con una richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione.

g. p.

Redazione Calabria 7

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