‘Daspo urbano’, Potere al Popolo Catanzaro: “Siamo contro questo regolamento”

“Apprendiamo dalla stampa locale che l’amministrazione comunale ha fatto la proposta di approvare un regolamento di polizia urbana ,contenente tra le altre cose l’ordine di allontanamento e il cosiddetto Daspo urbano, introdotto, è bene ricordarlo Ricordarlo, dal PD di Marco Minniti, tra i provvedimenti previsti ci sarebbero quelli contro il “bivacco” e contro l’accattonaggio”. Lo afferma in una nota “Potere al Popolo Catanzaro”

Ma è mai possibile che chi amministra questa piccola città non sappia fare altro che rincorre le paure che la destra razzista e populista da anni alimenta con le sue campagne sulla sicurezza creando una guerra tra poveri . Questa amministrazione conosce solo questo linguaggio?

     

Basterebbe leggere qualche libro di sociologia per dare risposte più sociali a problematiche come la sicurezza urbana, basterebbe costruire politiche inclusive e non facili scorciatoie securitarie che trasformano il sindaco in un novello sceriffo e una piccola città in una metropoli degradata. Una politica volta a combattere i poveri ma non la povertà, chiediamo che ci sia in consiglio comunale un ‘opposizione strenua e radicale contro questo provvedimento. Da parte nostra ci schieriamo fermamente contro questo regolamento auspicandoci reali politiche di integrazione volte a risolvere le problematiche sociali e non a punire le persone.

Creare un collegamento tra elemosina e attività illecite è lontana da quella che dovrebbe essere un’analisi corretta e attenta della realtà sociale; è un’operazione dannosa poiché infonde intolleranza e paura generalizzata per i più deboli e per tutti coloro che vivono ai margini della società.

Noi di Potere al Popolo – Catanzaro reputiamo profondamente ingiusto, oltre che inefficace, pensare di poter risolvere problemi come il disagio e la povertà semplicemente nascondendoli alla vista dei “cittadini per bene” attraverso misure repressive di ordine pubblico.

I cosiddetti “ultimi”, siano essi italiani o stranieri, non possono essere emarginati ulteriormente, ma aiutati e reinseriti in un contesto di utilità sociale, indagando, però, sulla condotta di chi opera in contesti di disagio ed emergenza sociale, al fine di scongiurare la possibilità di lucro da parte di alcune false e ipocrite organizzazioni sociali.

L’unica punizione utile è quella nei confronti di chi sfrutta la sofferenza altrui e non di coloro che vivono un’esistenza di sofferenza e precarietà.

Ci chiediamo a questo punto chi siano i veri accattoni: coloro i quali chiedono “qualche spiccio” fuori dai supermercati o chi li usa nella speranza di ottenere qualche voto in più?”
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