Crollo sulla 106 a Germaneto, il Codacons parte civile

Si ritornerà in aula il prossimo 17 giugno per il conferimento incarico ad un perito che dovrà accertare le cause del crollo

di Gabriella Passariello

Il Codacons, difeso dall’avvocato Sonia Mirarchi, è stato ammesso come parte civile nell’udienza preliminare sul crollo del muro di contenimento della Statale 106 variante A (svincolo di Germaneto) nei confronti di tutti gli imputati. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Catanzaro Antonio Battaglia, che ha sciolto la riserva sulla richiesta di ammissione avanzata nella scorsa udienza, quando era stata ammessa l’Anas. Assente la Regione Calabria, che a tutt’oggi non si è costituita parte civile. Sotto accusa Ajmone Cat Alessio Marino (difeso dal legale Aldo Casalinuovo) ingegnere progettista per conto di Astaldi Spa, l’ingegnere direttore dei lavori Antonio Bevilacqua, (assistito dal legale Nicola Carratelli) e Michele Mele, in qualità di ingegnere collaudore statico dell’opera, assistito dai legali Giancarlo Pittelli e Fabrizio Costarella. Tutti e tre sono accusati di cooperazione colposa nell’aver provocato il crollo del muro di contenimento della rampa di accesso n° 6, non prevedendo un idoneo sistema di drenaggio dell’acqua, effettuando una sottostima dei carichi agenti sul terrapieno e realizzando una sovrastima dei parametri di resistenza meccanica del terreno. Il gup del Tribunale di Catanzaro Antonio Battaglia ha accolto la richiesta avanzata dal legale Carratelli di procedere nelle forme previste dall’incidente probatorio solo per quanto riguarda la necessità che venga stilata una perizia che accerti le cause del crollo del muro. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 17 giugno, giorno in cui verrà conferito l’incarico ad un perito esperto in materia.

I singoli capi di accusa.Secondo le ipotesi di accusa, Ajmone Cat Alessio Marino, nell’elaborazione della progettazione esecutiva del tratto Statale 106 e del muro di contenimento della rampa di accesso n° 6 non avrebbe previsto un idoneo ed efficace sistema di drenaggio dell’acqua e avrebbe effettuato una sottostima dei carichi agenti sul terrapieno, realizzando dei parametri di resistenza meccanica del terreno. Antonio Bevilacqua, nelle fasi di progressiva realizzazione dell’opera, non si sarebbe avveduto o avrebbe omesso di avvedersi, secondo una ordinaria osservanza delle regole della tecnica, del difetto di progettazione quantomeno in riferimento all’insussistenza di un idoneo e necessario sistema di drenaggio dell’acqua. Michele Mele avrebbe effettuato il collaudo statico senza riscontrare alcuna delle criticità progettuali evincibili attraverso l’ordinaria osservanza della “regole della tecnica”. Fatti commessi a Catanzaro il 26 maggio 2017, data di inizio del cedimento del muro.

L’inchiesta. Le indagini del sostituto procuratore Tito Valerio sono scattate in seguito alla denuncia del Codacons, che aveva evidenziato anche a mezzo stampa, il cedimento della rampa dello svincolo di Germaneto, nonostante si fossero conclusi da poco i lavori di restyling sulla 106, sollecitando magistratura per l’individuazione di possibili responsabili e il ministero dei Trasporti perché procedesse a controlli straordinari finalizzati a garantire la sicurezza e la stabilità delle strade. “Siamo soddisfatti. Il giudice Battaglia- ha detto Francesco Di Lieto vicepresidente nazionale del Codacons-ha riconosciuto la validità della nostra costituzione sia per legittimazione derivante dallo Statuto ma anche per l’impegno profuso in questi anni, del resto questo processo prende vita proprio da una nostra denuncia”.

Redazione Calabria 7

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