Costanzo: “Perché la maggioranza non difende il sindaco Abramo?”

Nota stampa del consigliere di “Fare per Catanzaro”, Sergio Costanzo che attacca senza mezzi termini la maggioranza dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale.

“Devo ammettere di essermi divertito parecchio nel leggere la nota stampa alla quale hanno concesso la firma gli amici consiglieri  Luigi Levato, Andrea Amendola, Carlotta Celi, Manuela Costanzo, Roberta Gallo, Giulia Procopi. Dico questo perché chi cerca di confondersi nel gruppo, il coordinatore cittadino di Forza Italia, Ivan Cardamone, è il vero autore che cerca sponda nei rappresentanti del gruppo consiliare, esponendoli al pubblico ludibrio, mentre lui, “Il fu Mattia Pascal”, rimanendo nei romanzi di Pirandello, è il fu di se stesso. Questo perché i consiglieri comunali di Forza Italia, ridotti ormai al ruolo di semplici marionette, sempre politicamente parlando e mai riferito alle persone, manovrati con i fili dall’alto, e ammoniti a non aprire bocca, tirano fuori dal loro indottrinamento niente di meno che Pirandello. Pensavo si fossero fermati alla lettura di Pinocchio o Cappuccetto Rosso, oppure a elevarsi a leader ultras di curva da stadio. Li ho visti meglio come promotori di riparazione di qualche buca, dell’installazione di qualche pensilina oppure ancora attivarsi per il decespugliamento nei loro quartieri con tanto di selfie e “ricattare” il sindaco organizzando presunte petizioni di sfiducia.

Invece ho scoperto di essermi sbagliato perché loro passano il tempo libero in biblioteca ad acculturasi. Io non ho questa dono e cerco di formarmi con l’esperienza di una vita vissuta in mezzo alla gente ambiziosa. Ho fatto studi normali e cerco ogni giorno di imparare qualcosa, parlando il linguaggio del popolo, quel popolo che continua a sostenermi, vedendo in me un consigliere che si batte a mani nude contro un sistema politico-affaristico che affoga la città. Dico questo di loro a ragion veduta. Perché malgrado gli attacchi, anche dai banchi della maggioranza e da componenti autorevoli dello stesso gruppo politico mossi nei confronti dei loro segretari cittadino e provinciale non hanno preso la parola per difenderli?

Perchè gli stessi capogruppo di maggioranza hanno impedito al vice sindaco di prendere la parola per difendersi dalle critiche mosse dalla stessa maggioranza, che di fatto lo hanno sfiduciato in aula?
Perchè nelle aule consiliari non difendono il Sindaco e la loro stessa maggioranza?
Perchè hanno il terrore delle dirette web dei consigli comunali e delle sedute di commissione?
Perchè giornalmente vengono dal sottoscritto, perché legati da una amicizia decennale, a chiedere consigli, criticando i vertici del gruppo di appartenenza?
É possibile mettere da parte un sentimento come l’amicizia, la dignità solo per non perdere un misero incarico nelle strutture regionali?

Qui finisce il capitolo dedicato ai sei semplici prestanome. Tornando invece al vero “Il fu Mattia Pascal” gli devo ricordare che con quelle mani nude ho formato, assieme a tanti amici, il primo movimento in città e primo partito del centrosinistra alle ultime elezioni comunali. E sempre con quelle stesse mani nude ho formato la lista più votato dello schieramento alternativo ad Abramo sfiorando una clamorosa vittoria alle Provinciali conquistata solo grazie al voto ponderato che Abramo si è potuto attribuire, Ma è vero che si guarda la pagliuzza dell’occhio altrui e non la trave che sta nei propri. Si guarda nell’opposizione e non alle lacerazioni della maggioranza che è così granitica che ha bisogno della seconda convocazione del consiglio per evitare figuracce. Patetica la difesa ad oltranza del sindaco. Lui si recita la parte del giapponese che non sapeva che la guerra era finita. Non vuole rassegnarsi all’idea di essere stato scaricato da Tallini e da Forza Italia. Lui che ha già perso un confronto regionale, lui che guida una coalizione di centrodestra in capo a Forza Italia al Comune e alla Provincia che certamente il Partito non vorrà mettere a rischio. Abramo è invece ostinato e capriccioso vuole “il giocattolino” Regione e sta passando sulla testa dei catanzaresi e delle popolazioni dei comuni della Provincia. Anche qui tenta di attribuirsi, come è suo costume,i risultati dei suoi predecessori.

E a proposito di destra e di sinistra tanto cara al segretario cittadino di FI, Ivan Cardamone, sfiduciato in aula consiliare dal suo stesso gruppo consiliare, ci può smentire chiarendo una volta per tutte per chi ha votato alle elezioni comunali del 94, alle elezioni provinciali del 2004, alle elezioni regionali del 2005, alle elezioni comunali del 2006 e non per ultimi alle elezioni provinciali del 2014 ? Ebbene ha votato sempre contro il centro destra e contro Forza Italia.

Quello che resta di Forza Italia (lo vedremo presto alle elezioni europee, dopo averlo visto un anno
fa alle politiche) cerca di uscire disperatamente dall’angolo dove furbescamente il sindaco Abramo lo ha cacciato. Solo i cultori di Pirandello non capiscono che Abramo si è limitato a qualche concessione (i due inutili ed inesistenti vice al Comune e alla Provincia, il direttore generale della Provincia) ma niente di più.
Si sono chiesti i “pirandelliani”, malgrado le ripetute richieste del loro “capo”, perché la maggioranza si rifiuta di “espellere” i due ribelli Merante e Triffiletti ? Si sono chiesti perché il sindaco Abramo da una parte firma dichiarazioni contro i due e poi, di nascosto, li cerca, li incontra, tratta con loro?

Glielo spieghiamo noi. Abramo ancora spera di essere lui il candidato alla presidenza della Regione, augurandosi guai giudiziari per Occhiuto e per altri potenziali competitori. Fino alla candidatura alle regionali, il sindaco-presidente della Provincia manterrà questo furbo equilibrio, isolando giorno dopo giorno il suo tutore di Forza Italia,che, dopo il 4 marzo, le elezioni provinciali, la posizione di distanza di Trifiletti e Merante e la forte presa della Lega in forte declino. Se non raggiungerà l’obiettivo – o comunque la vicepresidenza – non esiterà un minuto a scaricare Tallini e Forza Italia. Per questo ha bisogno anche di Merante e Triffiletti che non espellerà mai dalla maggioranza.

Il disegno di Abramo è diventare presidente della Regione ed eleggere Marco Polimeni a sindaco. Operazione facilitata dalla manifesta incapacità politica del vice Sindaco. Il che equivale il pensionamento anticipato per Tallini e per i suoi debolissimi e inconsistenti delfini.

I colti uomini di Forza Italia, dediti alle letture dei classici, leggano invece le delibere che vengono fatte, analizzino gli appalti e i bandi di gara, verifichino perché Catanzaro è diventata l’ultima città italiana. Ci diano risposte sullo stadio, sul depuratore, sulla Catanzaro Servizi, sull’Amc, sulla Sieco, su tutte quelle questioni su cui è stato costruito il consenso di Abramo e della maggioranza.

Il tentativo di inventarsi contrasti tra me e Nicola Fiorita è fallito, cambiate disco. Siamo diversi, è vero, veniamo da storie diverse è vero, abbiamo modi differenti di fare politica, ma ci stimiamo. Io penso sinceramente che Nicola possa essere il sindaco della rinascita di Catanzaro, l’uomo che con la sua onestà e la sua passione può liberare i catanzaresi dalle catene imposte da “Cetto La Qualunque” e i suoi adepti e, ridare dignità ad un Capoluogo mortificato”.

Redazione Calabria 7

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