Coronavirus, Notarangelo: “Politica ceda il passo a scienziati e medici”

Coronavirus, Notarangelo: “Politica ceda il passo a scienziati e medici” 21 Marzo 202021 Marzo 2020 “In un momento di grande emergenza sanitaria, quale quello che sta attraversando il Paese a causa del Coronavirus, la politica deve cedere il passo a scienziati, medici e operatori sanitari, rimandando quindi il confronto dialettico a quando, ci auguriamo presto, si tornerà alla normalità della vita sociale.

Certo, rimango convinto che, specie nella sanità regionale, nulla sarà più come prima. L’emergenza in corso ha drammaticamente smascherato il grande bluff che, da decenni, è in corso sulle politiche sanitarie in tutta Italia ma, più specificatamente ancora, in Calabria.” Così, in una nota, il consigliere regionale Libero Notarangelo. Da troppo tempo ai posti di comando della nostra Sanità pubblica regionale allignano soggetti i cui unici meriti non consistono nelle loro prerogative scientifiche quanto nella capacità di barcamenarsi al meglio tra i corridoi dei palazzi del potere laddove trovano sempre qualche orecchio politico molto interessato al proprio, piccolo, tornaconto elettorale piuttosto che al ben più grande ed importante interesse collettivo. E tutto ciò ora si paga. Con questa emergenza che ha fatto venire drammaticamente alla luce tutta l’impreparazione dei nostri ospedali solo in parte mitigata dall’immenso spirito di sacrificio del personale medico e paramedico impegnato.

Da quando l’onda lunga di questa epidemia sarà passata, l’impegno di tutti deve essere quello di capovolgere tali dinamiche e di mostrare che anche in Calabria la dura lezione non sarà stata inascoltata.

Ma, aldilà delle pur decisive questioni sanitarie, non si può sottacere sull’indegno balletto cui i calabresi hanno assistito a proposito della spartizione dei posti di giunta. Nel momento in cui le istituzioni e le personalità regionali avrebbero dovuto lasciare da parte le beghe di partito concentrandosi sulle azioni da mettere in campo, in Calabria sono proseguite le tarantelle ed i brindisi come nella notte dei risultati, con musiche e corografie eterodiretti da fuori Regione dal duo Salvini e Meloni.

   

Un quadretto, quello offerto, alquanto penoso poiché mentre la Calabria vive uno dei suoi momenti più terribili, i legionari vincitori della consultazione elettorale del 26 gennaio scorso, hanno pensato a dividersi le vesti in un gioco d’incastri e di equilibrismi politici dove il capoluogo di regione ha ancora una volta dimostrato di non avere “ballerini” professionisti ma principianti intenti a contendersi la dama che nel frattempo gli veniva sfilata dagli altri danzatori.

A uscirne male, quindi, è ancora una volta Catanzaro, vittima di chi, anche in questa circostanza, si è interessato più a difendere le proprie posizioni personali che non l’interesse dei calabresi e dei catanzaresi in particolare.

La città capitale della Calabria ne è così uscita ancora una volta umiliata, senza una ragionevole rappresentanza istituzionale nel governo della Regione. Si tratta e duole oltremodo dirlo, dell’ennesimo sberleffo che la Città subisce. Gli esempi purtroppo abbondano: dalla separazione logistica, unico esempio in Italia, tra Consiglio regionale a Reggio Calabria e palazzo della giunta a Catanzaro; dalla circostanza di essere l’unico Capoluogo a non essere stato elevato a Città Metropolitana; dal fatto, ancora, di non avere una sede Rai e l’elenco potrebbe continuare per diversi altri tratti.

Tutto ciò, peraltro, non deve indicare cenni di uno stupido ed improduttivo campanilismo che, per formazione personale e culturale, non mi appartiene ma non si può non notare come, mentre i colleghi di altre province, a cui va il mio non formale apprezzamento, abbiano, anche nelle passate legislature, saputo svolgere con forza e lungimiranza politica il mandato ricevuto dal corpo elettorale ottenendo sempre il massimo per le loro comunità, altrettanto non è accaduto per gli eletti catanzaresi che hanno troppo spesso chinato il capo rispetto a presunte superiori ragion di stato così tradendo le legittime aspirazioni dei loro elettori. Per questo, il mio personale impegno, subito dopo l’insediamento ufficiale del nuovo consiglio regionale, sarà dimostrare con fatti concreti di aver meritato la fiducia e il mandato conferitomi affinché Catanzaro possa concretamente recitare il ruolo che gli compete di Città direzionale della Calabria.

Trasparenza, dedizione e attenzione costante continueranno a essere i valori fondanti che ispireranno ogni mia azione.

Certo di poter contare in questo sul prezioso contributo di tutti i consiglieri e in particolare dei colleghi della circoscrizione centro che sapranno dimostrare di essere all’altezza del compito che i cittadini ci hanno assegnato. Sperando che nani, ballerine ed equilibristi vari abbiano terminato i numeri circensi fin qui mostrati e che si possa cominciare a fare politica, quella vera, al servizio di tutti i cittadini.

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