Coronavirus, i sindaci del catanzarese: “Penale per chi arriva e non rispetta le regole”

Coronavirus, i sindaci del catanzarese: “Penale per chi arriva e non rispetta le regole” 16 Marzo 2020 di Antonia Opipari – Sono 57 i sindaci dei Comuni del catanzarese che hanno sottoscritto e inviato un esposto in cui si chiedono più controlli e conseguenze penali per chi viene dal Nord e non rispetta le regole.

È stato indirizzato ai Procuratori di Catanzaro e Lamezia Terme, al Prefetto di Catanzaro, al Presidente Santelli, ai responsabili della Protezione Civile Nazionale ed alle compagnie dei Carabinieri di Soverato, Soveria Mannelli, Lamezia Terme, Catanzaro e Sellia Marina, un documento in cui si segnala il «gravissimo rischio di diffusione del contagio epidemiologico da Coronavirus derivante da incremento dei flussi migratori di popolazione proveniente dal Centro Nord».

Gli amministratori di Albi, Amaroni, Amato, Andali, Borgia, Botricello, Cardinale, Carlopoli, Catanzaro, Cenadi, Cerva, Chiaravalle, Cicala, Cropani, Decollatura, Feroleto Antico, Fossato Serralta, Gasperina, Gimigliano, Girifalco, Gizzeria, Isca sullo Jonio, Jacurso, Lamezia Terme, Magisano, Maida, Marcedusa, Marcellinara, Martirano, Martirano Lombardo, Miglierina, Montepaone, Motta Santa Lucia, Nocera Terinese, Olivadi, Palermiti, Pentone, Pianopoli, Platania, San Floro, San Mango D’Aquino, San Pietro Apostolo, Sant’Andrea sullo Jonio, Sellia, Sellia Marina, Serrastretta, Sersale, Settingiano, Serrastretta, Simeri Crichi, Soveria Mannelli, Soveria Simeri, Stalettì, Taverna, Tiriolo, Torre di Ruggero e Valle Fiorita nella nota rilevano che «malgrado le restrizioni imposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con decreto del 11/03/2020, è costante l’incremento del flussi di dimoranti che utilizzano le propensioni turistiche del territorio e la rilevante presenza di seconde case» si legge nel documento; pertanto «la situazione non consente più indugi in quanto risulta elevatissimo il rischio di diffusione epidemiologico da Coronavirus con un apparato infrastrutturale totalmente inadeguato a fronteggiare l’epidemia».

   

I 57 primi cittadini, invocano a gran voce l’utilizzo dell’ «art.438 del codice penale che tutela la salute pubblica, considerata quale insieme di condizioni di igiene e sicurezza della vita e dell’integrità fisica o salute della collettività, messa in pericolo dalla diffusione di germi patogeni». E di fatto l’art.438 del codice penale recita così: Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo. I sindaci chiedono che vengano azionati «tutti i controlli del caso ed i provvedimenti che si riterranno necessari al fine di prevenire il reato di cui all’art. 438 cp. con controlli rigorosissimi sulle strade e nelle stazioni con eventuale sospensione del traffico ferroviario. In questo momento drammatico, il futuro della Calabria dipende da noi».

 

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