Consiglio comunale, Merante attacca gli assessori

Due i temi all'ordine del giorno

di Danilo Colacino

Un consiglio comunale, quello dipanatosi stamani, con sostanzialmente due punti all’ordine del giorno, ma su altrettante delicate questioni. Si tratta dell’approvazione del regolamento dei Contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria (subito emendato dalla stessa maggioranza) e dell’approvazione del regolamento per il Funzionamento della Stazione unica appaltante comunale (Suac). L’avvio della seduta è però stato incentrato sul minuto di raccoglimento in memoria dello sfortunato Giuseppe Loiero riguardo a cui l’esponente di Cambiavento Gianmichele Bosco, uno dei richiedenti dell’omaggio alla memoria del caro amico, lo ha per così dire salutato pubblicamente. Frasi che hanno ricordato il giovane figlio dell’avvocato Saverio Loiero (già primo cittadino di Simeri Crichi), venuto prematuramente a mancare nei giorni scorsi, il quale – come ha spiegato lo stesso Bosco – ha a lungo lottato contro una implacabile malattia.

Le relazioni dell’assessore agli Affari generali Russo

Al termine degli adempimenti preliminari di rito, spazio alle relazioni dell’assessore competente Danilo Russo: “Alla luce delle nuove normative l’affidamento diretto delle commesse, definizione nello specifico impropriamente intesa, dei nostri Uffici è possibile fino a 150mila euro. Ogni Settore potrà inoltre disporre di affidamenti fuori Mepa (Piattaforma per gli acquisti, ndc) sino a 5mila euro. Abbiamo anche introdotto il principio della rotazione secca degli affidi a una ditta fino allo scorrimento della graduatoria così da allargare il ventaglio delle aziende coinvolte. Tutto il procedimento sarà gestito da un software in modo da limitare al minimo l’errore umano”. Il componente dell’Esecutivo, pronunciandosi a seguire in merito alla seconda delibera (passata con 18 sì e 5 astensioni) portata al vaglio dell’Aula, ha aggiunto: “Abbiamo recepito lo specifico Decreto legislativo del 2016 e l’indicazione dell’Anac, riformando la Suac che acquisisce così maggiore importanza”.

L’emendamento della “discordia”

A conclusione del primo intervento di Russo, il centrodestra ha presentato un emendamento (approvato in tarda mattinata con 18 voti favorevoli e 6 astensioni) su cui si è diviso anche lo stesso schieramento pro Abramo. Questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’atto che si prefiggeva lo scopo di modificare – per come peraltro rimarcato dal sindaco Sergio Abramo, chiamato in causa dal suo ex competitor Enzo Ciconte – il Regolamento secondo cui: fino a 40mila euro è possibile invitare una sola impresa mentre sino a 150mila euro tre aziende. Ebbene la richiesta della medesima maggioranza è stata di emendarlo, facendo sì che da 40 a 150mila euro siano ben dieci gli inviti da fare.

Il dibattito

L’approccio basato “sull’auto-emendamento” ha però creato non pochi imbarazzi all’interno del centrodestra, considerati le posizioni e gli accenti diversi nonché le severe critiche espresse rispetto a quella che qualcuno ha definito un’autorete o comunque una concessione eccessiva alla contrattazione con la coalizione contraria all’attuale sindaco. Il riferimento, in particolare, è alle nette dichiarazioni di Filippo Mancuso e soprattutto di un caustico Giovanni Merante, il quale ha addirittura affermato: “Resto sempre più perplesso da come ci facciamo gol da soli. È vero, infatti, che molti assessori dovrebbero andare a casa, ma perché sono inadeguati per come stigmatizzeremo a breve. L’emendamento, tuttavia, li fa sembrare dei delinquenti e invece, lo ribadisco, vari membri della Giunta sono incapaci. Non certo malfattori”. Ma non è finita qui, dal momento che ha poi rincarato la dose levandosi qualche sassolino dalla scarpa contro il suo ex dirigente partitico di riferimento Mimmo Tallini – pur mai nominandolo – ed esortando il sindaco e il centrodestra tutto a ostentare maggiormente, per così dire, la leadership ottenuta in virtù dell’oggettivo responso delle urne. Una schioppettata, insomma, sparata in pieno petto dei diretti interessati, che potrebbe produrre conseguenze in una compagine sempre meno coesa. Comunque sia, più o meno salaci – tranne le eccezioni riconducibili ai pareri affatto pepati di Ezio Praticò, Rosario Mancuso, Demetrio Battaglia e Fabio Talarico – sono parsi gli affondi di Eugenio Riccio e Fabio Celia, i quali hanno concordato sulla bontà del testo originario da approvare, di Nicola Fiorita, del citato Bosco, di Sergio Costanzo, Giuseppe Pisano e Roberto Guerriero, che si sono talvolta concessi una critica e persino un pizzico di ironia sull’assente vicesindaco Ivan Cardamone di recente impegnato a reperire un sommergibile da portare nel museo del mare di Lido.

Le “questioni” Ivan Cardamone e Cristina Rotundo

Cardamone, tirato più volte in ballo in termini tutt’altro che “elegiaci”, non ha per la verità ricevuto difese a spada tratta. Neppure dai “suoi”, i quali non si sono stracciati le vesti per tutelarlo. Chissà, forse urgerebbe la riunione di maggioranza invocata da molti nel centrodestra. Botta e risposta, infine, tra la consigliera Rotundo e il gruppo Catanzaro da Vivere, che ha rimbrottato la collega su una nota stampa in cui tra l’altro criticava gli eventi pubblici indetti dall’Amministrazione durante le scorse feste di Natale.