Comune Catanzaro, due maggioranze in Consiglio

di Danilo Colacino – Due le maggioranze in consiglio comunale, che ormai si fronteggiano quasi fossero su parti opposte della barricata.

E i comunicati del weekend ne sono l’ennesima riprova. Sullo sfondo parrebbe esserci la lotta sotterranea per un “Abramo pigliatutto” animato dalla volontà di ricevere l’imprimatur anche per la candidatura alla presidenza della Regione, dopo quelle vincenti al vertice Amministrazione cittadina (l’ennesima peraltro) e alla  guida di quella provinciale. Un’investitura che però il maggiore azionista di Forza Italia nel capoluogo e nell’hinterland, Mimmo Tallini, sembrerebbe proprio non volergli accordare o meglio, non essendo come ovvio lui da solo a decidere, non spendersi – mettendo sul tavolo delle trattative il suo notevole peso politico all’interno del centrodestra calabrese – affinché il sogno abramiano si traduca in realtà.

Ma sia così o meno, paradossalmente non cambia il risultato finale che consiste nello sfaldamento del granitico e corposo partito azzurro a Palazzo De Nobili in cui si registrano un bel po’ di fibrillazioni. Basta infatti l’aspro confronto a suon di note stampa e dichiarazioni in Aula fra lo stesso Tallini (che dopo vari decenni ha deciso di non correre più per diventare titolare di un seggio nel civico consesso) e i “suoi” consiglieri (in quanto membri forzisti) Giovanni Merante e Antonio Trifiletti – a loro volta gravati dal “sospetto” di un presunto boicottaggio dell’elezione di Abramo a presidente della Provincia, essendo il plurisindaco più interessato alla prestigiosa poltrona di governatore – a spiegare tutta questa bagarre? Improbabile, per non dire impossibile, dal momento che a bollire in pentola c’è tanto di più e presto l’acqua potrebbe traboccare. Fermo restando che dopo il successo (seppur sorprendentemente risicato) della coalizione pro sindaco di Catanzaro, anche nell’ente intermedio, nella medesima compagine si sono aperti più squarci di quanto non avvenga di solito in una fase post sconfitta. Strano, molto strano, ma vero.

Le velleità di Abramo. Al di là di ogni considerazione, tuutavia, chiunque conosca il sindaco sa bene che mai ha dimenticato la cocente battuta d’arresto patita nelle urne nell’ormai lontano 2005. Un anno in cui gli sfuggì la grande opportunità di occupare una postazione di primo piano e soprattutto potere. Una ghiotta opportunità per lui sfumata all’esito del cocente stop subìto ad opera del competitor del centrosinistra di allora Agazio Loiero. Un conto aperto, insomma, per un uomo orgoglioso e irriducibile come lui, a prescindere da come la si pensi o del giudizio personale che se ne ha, a cui forse i suoi pretoriani volevano fare un gradito cadeau non vincolandolo ulteriormente con la carica a Palazzo di Vetro, per così dire, in previsione di elezioni regionali ormai alle viste. Una tornata che dovrebbe per giunta arrivare in un periodo in cui nel centrodestra confidano in una favorevole congiuntura.

Il futuro nella politica cittadina. Il vulnus che si sta determinando nella squadra a sostegno di Abramo è naturalmente musica per le orecchie dei maggiorenti dell’opposizione. Figure di spicco di questo fronte, che ragionano da tempo sulla possibilità di riproporre la candidatura a sindaco di Nicola Fiorita. E a riprova di ciò, basti “farsi un giro” su Facebook. Un social in cui persino un ex candidato di Fare per Catanzaro (la lista capeggiata dal battagliero Sergio Costanzo) e attuale noto e attivissimo esponente dello stesso Movimento quale Stefano Veraldi ha ribadito il concetto. Tutti compatti con il prof allora? Forse sì, perché anche se allo stato le Comunali neppure si intravedono all’orizzonte sono in parecchi a riflettere su un colpo di scena con tanto di fine assai anticipata della consiliatura in corso. Una prospettiva che nel centrosinistra di adesso e fra gli antiabramiani fa apparire l’ipotesi Fiorita molto più di una suggestione.

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