Comune Catanzaro, Costanzo: “Piccoli Cetti La Qualunque crescono….”

“La grande sollevazione popolare che ha detto “no” alla programmata cementificazione di Giovino deve avere fatto molto male al sindaco Abramo e ai suoi pretoriani. Quando qualcuno ti scombina i piani e ti fa saltare gli accordi, quando ti fa fallire il blitz del “bando mascherato”, non ti resta che sputare veleno contro chi ti ha impedito di “incassare” il risultato”.

Lo scrive in una nota stampa il capogruppo di Fare per Catanzaro, Sergio Costanzo, in replica ad un comunicato diffuso dalla maggioranza al consiglio comunale (Leggi nota su Calabria 7).

“I capigruppo della maggioranza, – proisegue Costanzo – di cui illustrerò le loro “biografie politiche”, non dicono una sola parola per smentire le circostanziate osservazioni da me svolte per svelare il sistema politico-affaristico che impera al Comune di Catanzaro”.

Potevano farlo. Non lo fanno perché sanno bene che aggraverebbero certe posizioni. Io li sfido a smentire che un congiunto di un consigliere di minoranza, il cui voto è stato decisivo per fare vincere Abramo alle provinciali, è stato assunto nello staff del presidente della Provincia. Li sfido a smentire che un consigliere “ballerino”, che firmava comunicati di fuoco assieme a Merante e Triffiletti, è stato ridotto al silenzio con un incarico in una struttura regionale. Per conferma, basterebbe guardare la data dell’incarico!

Li sfido a smentire che su diciotto anni in cui ricopro l’incarico di consigliere comunale, dodici li ho trascorsi all’opposizione e solo sei in maggioranza. Di questi i primi quattro sono trascorsi per apprendere il funzionamento della macchina amministrativa.

Li sfido inoltre di fare i nomi e cognomi di chi avrei nominato assessore o a chi avrei indicato per dirigere le compartecipate. Se non lo fanno, rimangono chiacchiere da Bar.

Li sfido a smentire che due uomini-chiave di Abramo sono stati condannati in via definitiva per gravissimi reati e che non potrebbero stare nei posti dove li ha piazzati il “capo” con la complicità della dirigenza comunale e dell’anticorruzione.

Li sfido a smentire che gli “esperti” imposti al malcapitato amministratore dell’AMC, dottor Rosario Colace, persona al di sopra di ogni sospetto, siano “persone della cerchia di Abramo”, il quale, ancora oggi li propina all’AMC, alla Catanzaro Servizi e alla Sorical.

Li sfido a spiegare agli ignari cittadini catanzaresi attraverso quali strumenti e metodi avvengono le assunzioni, anche temporanee, nelle compartecipate comunali come la Catanzaro Servizi, o nelle ditte che gestiscono gli appalti più importanti dell’amministrazione comunale: vedi Sieco o Verde Idea.

Li sfido a smentire le colossali responsabilità di Abramo e dei suoi “fedelissimi condannati” in tutti gli appalti e servizi e le relative gare del Comune .

I capigruppo costretti a firmare il comunicato del sindaco – prosegue nella nota Costanzo – hanno parlato di autobiografia politica. Accetto la sfida e vengo alle biografie degli illustri e coerenti capigruppo della “maggioranza da circo Barnum”, in modo che la gente si rinfreschi la memoria.

Cominciamo dal capogruppo di Officine del Sud, Giuseppe Pisano, compagno di lunga memoria, come da lui stesso dichiarato nell’ultimo consiglio comunale, fischiato e definito “traditore” dallo stesso Presidente del consiglio alla sua elezione alle provinciali, candidato alle comunali con Sinistra con Scalzo nel 2011 e SEL nel 2012 a sostegno di Salvatore Scalzo e primo firmatario della denuncia-ricorso contro i presunti “brogli elettorali” dell’alleanza di Abramo. Denuncia-ricorso che portò all’annullamento del voto in 12 sezioni. Noto per le sue intemperanze allo stadio, ha rinnegato la sua matrice comunista per accasarsi prima in Fratelli d’Italia e oggi in Forza Italia al seguito dell’imprenditore della sanità Parente di cui cura gli interessi al Comune (vedi pratica Programma delle Periferie). La domanda che ci chiediamo è perché il compagno si è battuto per la rescissione del contratto di appalto per la manutenzione del verde pubblico con l’Ati e ora che il servizio è peggiorato non usa la stessa foga per la rescissione dell’incarico a Verde idea?

Passiamo al capogruppo di “Catanzaro con Abramo”, il commercialista, professore e consigliere Rosario Mancuso, eletto nel 2006 nelle liste a sostegno di Rosario Olivo, rieletto a destra con Traversa nel 2011 e di nuovo a sinistra con Scalzo nel 2012, per poi ritornare a destra e convertirsi nel 2017 all’abramismo per diretti interessi già nel periodo in cui era formalmente all’opposizione anche grazie alla parentela con uomini riferibili al sindaco e postazioni di favore per colleghi di studio all’interno delle compartecipate comunali.

Agazio Praticò, fedelissimo del senatore Aiello, è stato assieme al suo partito NCD di Alfano sempre a sostegno della sinistra a livello nazionale (governo Renzi, governo Gentiloni) e regionale (giunta Oliverio).

Andrea Amendola, un giorno promotore della raccolta di firme per chiedere la sfiducia del sindaco Abramo e un giorno “imbianchino” delle stanze dell’ assessorato allo sport. Di lui i catanzaresi possono ricordarsi solo le sfarzose nozze allo stadio Ceravolo (che Abramo gli aveva concesso gratis, salvo poi fargli pagare una tariffa di tutto favore) e con Luigi Levato si sono limitati a seguire le continue “piroette politiche” del loro capo che è stato, caso mai ce ne scordassimo, uno dei principali sostenitori del centro sinistra, prima del Prof. Torchia alle provinciali del 2004, di Agazio Loiero alle regionali del 2005, di Franco Cimino alle comunali del 2006 e di Enzo Bruno nelle provinciali del 2014.

Guardano la pagliuzza negli occhi degli altri e non vedono le travi che hanno nelle loro pupille. Dov’è il centrodestra? Dove sono i valori della destra? A Catanzaro ci sono solo due persone, in quella parte politica, che meritano rispetto per la loro coerenza e militanza. Sono Michele Traversa e Wanda Ferro, di cui non rinnegherò mai il rapporto personale e la bella esperienza alla Provincia.

Non sono certo questi personaggi dalle biografie piene di ombre o “ricattati”, politicamente parlando, dal “bisogno” delle strutture regionali e provinciali. Come direbbe Tansi, – conclude Costanzo – piccoli Cetti La Qualunque crescono….”.

 

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