Commercianti in centro: grida d’allarme e strani silenzi

In pochi hanno voglia e coraggio di parlare

Martedì mattina. Giornata soleggiata. Corso Mazzini. No, non si tratta di informazioni relative alle condizioni meteorologiche del capoluogo di regione, bensì di una descrizione di quello che la nostra redazione è andata a fare.

Ci siamo concentrati sul commercio del centro storico caratterizzato periodicamente da notizie negative. Alcuni negozi, appartenenti a grandi marchi di abbigliamento, chiuderanno a partire dal prossimo mese di ottobre. Un’altra mannaia, è proprio il caso di dirlo, per la città di Catanzaro, la quale, ogni giorno che passa, sta conoscendo da vicino la parola difficoltà.

Per misurare il termometro sull’annosa questione commercio-centro storico CatanzaroTV ha voluto ascoltare il parere dei negozianti. La maggior parte di loro, per svariati motivi, ha preferito non commentare, anche se l’espressione del loro viso non faceva intuire nulla di buono. Rispettiamo la decisione, ma se non ci si prende la responsabilità delle proprie idee, la situazione non può che peggiorare sempre di più.

Solo in due non hanno avuto remore facendo trasparire tanta delusione e l’arrabbiatura, tipica di quelle persone che a breve potrebbero seriamente mollare.

Aldo Celi e Annarita Genovese, proprietari dello storico negozio “Ciak”, ubicato da 35 anni di fronte la Chiesa del San Giovanni, hanno mostrato tutto il loro stupore riguardo questa situazione: “Stiamo vivendo un momento tragico, nel quale è veramente difficile andare avanti. I fitti sono alle stelle, l’Amministrazione comunale ci ha abbandonato e la gente non arriva più. Menzioniamo anche le strisce blu, ormai dappertutto in città. Il sindaco Sergio Abramo non si deve illudere, perché è inutile abbassare il costo del ticket del parcheggio, quando in città non c’è attrattiva. I problemi ci sono e gli amministratori lo sanno. Fino al mese di maggio -continuano i due commercianti – lavoravamo, poi il hanno messo ovunque le strisce blu e la gente non è più arrivata. Ed è un bel problema per noi, in quanto la nostra clientela arriva prevalentemente dalla provincia. Non ci sono e non si trovano i parcheggi, dunque tutte le parole sono inutili. L’Amministrazione comunale, durante la stagione estiva, non si è preoccupata minimamente del centro storico e, il nostro negozio è andato avanti solo grazie ad alcuni turisti arrivati da Amantea, da Falerna e da Reggio Calabria. Noi non abbiamo lavorato con le feste organizzate dal Comune. Possibile che nessuno si rende conto di tutto questo? Siamo qui dal 1983 e avevamo il negozio sempre pieno, ma adesso molte persone hanno difficoltà ad arrivare. Se dovessero approvare la riforma delle pensioni, abbasseremo la saracinesca per sempre. Questo è certo. Non avremo mai immaginato di poter dire questa frase. Comunque, invitiamo gli amministratori a stazionare nel nostro negozio per rendersi conto di quanta gente circola o no”.

Concetti duri che fanno da richiamo a quelli di un altro negoziante, Francesco Teti, dell’omonima boutique sita in Piazza Prefettura, il quale, tuttavia, se la prende anche con una parte della cittadinanza: “Tutti hanno abbandonato questa città, compresa la nostra amministrazione che non aiuta, ma la colpa non è solo la loro. I negozi stanno chiudendo favorendo i centri commerciali. Da 25 anni che opero in questo settore, ma il problema più grave è che la gente di Catanzaro ha abbandonato il luogo. Lo dico sempre: i proprietari degli immobili sono i primi a non spendere nella propria città. E’ vero, i vigili urbani non ci danno una mano, i fitti sono quelli che sono, ma il lamento nei confronti di Catanzaro va ormai di moda. Iniziamo a voler bene alla città e poi pensiamo al resto. Se si continua con questo trend, tutti i negozi saranno costretti a chiudere”.

Dunque, una situazione che se si tocca con mano, assume i contorni di una tragedia, dal punto di vista commerciale. L’Amministrazione comunale è la più criticata per una serie di motivi, in primis per mobilità e piano parcheggi, ma tutti, compresi loro, tengono realmente a Catanzaro?

Aldo Celi e Annarita Genovese, proprietari dello storico “Ciak”  Francesco Teti, proprietario della boutique “Teti”