Commemorazione dei Defunti con fuori-programma

Una giornata di sole con temperature decisamente più autunnali ha accompagnato i catanzaresi nel rituale pellegrinaggio ai cimiteri della città. Migliaia di persone, già dalla festività di Ognissanti, si sono recate sulle tombe dei propri cari per una preghiera, un pensiero, una riflessione sul senso stesso della vita terrena.

Il giorno scelto non è casuale, l’idea di commemorare i defunti in suffragio viene da un rito bizantino che celebrava tutti i morti il sabato prima della domenica di Sessagesima, ossia la domenica che precede di due settimane l’inizio della Quaresima, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio. Già le civiltà più antiche celebravano gli antenati tra fine ottobre e inizio novembre. Non tutti  sanno che la leggenda riporta addirittura questo periodo dell’anno al grande Diluvio, nella Genesi. Secondo le ricostruzioni crono storiche infatti Noè costruì l’arca nel “diciassettesimo giorno del secondo mese”, cioè il nostro novembre.

Oltre agli aspetti propriamente spirituali ed affettivi di ognuno il suffragio ai defunti a Catanzaro è occasione collettiva – credenti o meno – per un esame della situazione nei vari cimiteri, da Lido a Gagliano, da S.Maria a quello Centrale cui si riferiscono le nostre immagini

Qui alcuni cittadini hanno inteso inscenare una discreta quanto efficace azione di sensibilizzazione distribuendo volantini di denuncia. Oggetto della manifestazione lo stato di degrado e di abbandono in cui versa l’altare santo su cui nel 1984 Papa Wojtyla, oggi santo, celebrò una storica messa nello stadio Comunale.  L’altare giace, è il caso di dire, in un oscuro angolo del camposanto invece di essere adeguatamente custodito e valorizzato come si conviene.

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