Centrosinistra catanzarese e non solo, “Eppur si muove…”. Ma in salita

di Danilo Colacino – ‘Eppur si muove’: l’unità della Sinistra è possibile, forse anche nella provincia di Catanzaro e chissà addirittura in ambito calabrese.

A patto, però, che si lavori in un certo modo, sapendo tuttavia come quello di cui si parla resti un territorio, il catanzarese, fortemente sbilanciato in termini di consensi verso il centrodestra (basti far caso all’estrazione, per così dire, dei sindaci del capoluogo e dei presidenti degli enti intermedi pre-riforma dell’ultimo quarto di secolo).

Ma tant’è, chi ha scelto una certa collocazione – per ideale o formazione o al contrario opportunismo ovvero persino semplice necessità – deve per forza tentare la via della condivisione di un progetto.

     

Insieme si vince, infatti.

Malgrado questo comporti da sempre soprattutto a Sinistra – non solo e non tanto nella periferica Calabria di cui nello scacchiere globale importa a pochissimissimi, sia chiaro – l’innaturale mescolanza fra un’area più elitaria e radicale e un livello assai diverso in cui non è tanto il ceto o il censo a marcare le differenze bensì l’idea di snaturare i propri valori fondanti pur di prevalere nelle urne.

Davvero un bel dilemma, quindi, che ha portato e porta – nella dimensione cittadina dei Tre Colli, ad esempio – a clamorosi ‘autogol’ e lotte intestine, anche molto recenti seppur precedenti alle regionali.

Il passato, però, è ormai noto e anche se probabilmente, neppure stavolta, il bus del fronte antiDestra sarà al completo (pensiamo infatti che le Sardine locali pur di non ‘stringere certe mani’ potrebbero defilarsi), la sensazione che – una volta tanto – la montagna possa non partorire il classico topolino c’è.

Certo, la strada resta in salita. E parecchio. In particolare se si viaggia propugnando determinati principi cardine, nel cui rispetto bisogna poi essere credibili.

Quasi come la moglie di Cesare.

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