Centro storico, un declino che pretende forti sterzate

Dopo il focus de Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano, con il focus dedicato a Catanzaro, pubblicato nell’edizione odierna, ha riaperto il dibattito sulla questione centro storico. Una questione che, ormai da qualche anno, causa polemiche a non finire soprattutto tra gli stessi cittadini. Sui social, diventati il cosiddetto sfogatoio di tutti, i pensieri contrastanti si susseguono. C’è chi si arroga il diritto di insistere sulla presenza massiccia di persone sul centralissimo Corso Mazzini, prontamente ripreso da chi, evidentemente, pur vivendo giornalmente la parte antica del capoluogo, nota una situazione totalmente diversa. Ma dove sta la verità? Come sempre nel mezzo, parafrasando l’Etica Nicomachea di Aristotele.

Catanzaro è una città di circa 90.000 abitanti, con un’età media di quasi 44 anni. Tra questi si contano più di 3000 immigrati. Stiamo parlando di un capoluogo che registra il 19,4% di disoccupazione, ma non per questo è da definire poverissimo. Le aziende sono, per la precisione, 7,493 e il reddito medio si avvicina ai 20.000 euro all’anno. Numeri, apparsi su Il Fatto Quotidiano, quasi in linea con il resto delle altre città d’Italia. Ma, quindi, il problema di Catanzaro, esattamente qual è?

L’ENTUSIASMO PER LA RIAPERTURA DEL CINEMA “COMUNALE”

La città dei “Tre colli” occupa il 90° posto della speciale classifica sulla qualità della vita. Un piazzamento che non può soddisfare chi amministra il capoluogo. Di certo, questo è il primo problema che interessa soprattutto il tanto menzionato centro storico. I giovani, infatti, emigrano sempre più verso altre realtà della penisola e, chi intende rimanere, preferisce spostarsi sulla costa anche per una questione di logistica. Nella zona sud della città, il Polo Universitario è stato fondamentale in tal senso, “trasportando” ragazzi e ragazze verso il quartiere Lido, pieno zeppo di locali e, quindi, di divertimento. La diatriba “movida”, attualmente, ha preso il sopravvento, ma è innegabile che i giovani hanno preferito (e preferiscono) il mare al centro cittadino. La chiusura di molte attività, i provvedimenti alquanto discutibili dell’Amministrazione comunale (strisce blu, mancanza di parcheggi, errata programmazione per il rilancio di Corso Mazzini e zone limitrofe), l’apatia dei cittadini, ormai stanchi di tutto, hanno causato lo spopolamento del centro storico.

E l’emblema di tutto questo è rappresentato da quello che è avvenuto durante le festività in onore di San Vitaliano, patrono della città. Nei quattro giorni di festa, solo nella giornata di domenica Piazza Duomo ha registrato il tutto esaurito grazie alla presenza di molti stranieri, perfettamente integrati nella comunità, in maggioranza rispetto ai cittadini catanzaresi. Perché è accaduto tutto questo? Semplice. La città di Catanzaro ha ormai perso per strada lo spirito di festeggiare il Santo protettore come accade, sempre e comunque, nelle altre città d’Italia.

L’ISOLA PEDONALE PUÓ BASTARE?

L’esempio appena citato, tuttavia, è solo l’ultimo di una lunga serie. La demolizione dell’ex convento della Maddalena sta tenendo banco. Il Comune, nelle scorse settimane, ha annunciato l’abbattimento dello storico edificio che, secondo il progetto, si trasformerà in un luogo per ospitare le forze militari. Forze militari assenti da Catanzaro da qualche anno, ricordiamolo. Come se un cuoco cucinasse 1 kg di carne a dieci persone vegane. Poi ci sarebbe anche la Terrazza del San Giovanni, le gallerie sotterranee della stessa, chiuse da tempo anche ai circa 140.000 turisti vogliosi di visitare uno dei posti più belli dell’intero Paese.

La realtà, comunque, è chiara. La gente che popola il centro storico esiste. Manca, purtroppo, la mentalità di come vivere la città, diventata una sorta di prodotto “usa e getta” per cittadini e amministratori. Non basta l’evento natalizio, la sagra del prodotto tipico per nascondere l’agonia che Catanzaro sta vivendo. Bisognerebbe vedere la città con un occhio diverso.