Catanzaro ricorda i bombardamenti del ’43

Iniziativa di Identità Tradizionale

Un’iniziativa volta a ricordare una delle pagine più tristi della storia di Catanzaro. La Comunità Militante Identità Tradizionale, con la simbolica affissione di diversi manifesti adornati di rose rosse, ha voluto onorare la memoria dei catanzaresi morti durante i bombardamenti che colpirono la il capoluogo di regione durante la Seconda Guerra Mondiale. Il 27 agosto del 1943, alle ore 10.55, la città fu squarciata da bombe, sangue e distruzione. Il centro storico, specialmente la zona del Duomo, fu ridotto ad un cumulo di macerie. E proprio all’interno della cattedrale morì Luigi Afeltra, un seminarista di 11 anni, riparatosi per sfuggire alle bombe. La città, insieme all’intera provincia, già interessata in maniera meno intesa dal conflitto, subì i bombardamenti più violenti il 27 e il 28 agosto. Un conflitto che provocò, stando a recenti studi storiografici circa 500 vittime, anche se la targa commemorativa ricorda circa un centinaio di persone morte.

Centocinquanta bombardieri medi e leggeri, provenienti da aeroporti tunisini e maltesi, furono usati dalle forze angloamericane per distruggere, di fatto, la città. Tra le storie più significative di quei tristi giorni vissuti da tutti, spicca quella di Rosaria Veraldi, infermiera in servizio presso l’Ospedale civile che quando quest’ultimo venne colpito dalle bombe rimase al suo posto non abbandonando i suoi assistiti. A distanza di 75 anni da quei sanguinosi eventi è doveroso ricordare i figli di Catanzaro caduti sotto le bombe dei liberatori. Bombardamenti poco consoni al codice militare che colpirono prevalentemente obiettivi civili spezzando vite innocenti, attacchi atti esclusivamente a fiaccare lo spirito di un popolo già logorato da anni di guerra.

Il racconto dello “storico” Nando Castagna sui giorni di guerra più cruenti sulla nostra città