Catanzaro, Parente contro Costanzo: “Il campione senza tituli”

Replica del consigliere regionale Claudio Parente, attraverso la pagina Facebook “Movimento Officine del Sud”, alle accuse ricevute in passato dal consigliere comunale Sergio Costanzo. Riportiamo, di seguito, la nota integrale.

“Il “campione senza tituli” ha scritto di “conoscere la storia personale e politica di ognuno di noi anche perché siamo nell’era del web 3.0 dove basta cliccare sui motori di ricerca per conoscere tutta la storia”, richiamando, tra le altre cose che leggerete di volta in volta, anche la vicenda che ha interessato la Medical Sport Center Riabilitazione. In ogni polemica, il ns campione si erge a paladino del popolo, lui che dice di venire dal popolo quindi dal popolo legittimato a difenderlo dalla barberie dei “prenditori” che affamano le persone o dagli “speculatori” che saccheggiano la città.

     

Peccato per lui che la storia di chi scrive è l’esempio classico di chi viene dal popolo e che ha lavorato e lottato contro tutti per poter affermare i principi di onestà, lealtà, coraggio e determinazione trasmessi dagli esempi della propria famiglia, con un padre carabiniere che la mattina partiva da casa (Serrastretta) alle cinque per tornare da Catanzaro la sera alle 20, scampato miracolosamente al disastro della Fiumarella, ed una madre casalinga impegnata a crescere i figli ed aiutare i genitori nelle loro attività. Ho fatto il cameriere da quando avevo 12 anni, cosa che mi permetteva di essere autonomo dalla mia famiglia per le piccole spese con gli amici, per poi fare il calciatore per potermi mantenere all’università (all’epoca, nel calcio professionistico e semiprofessionistico, eravamo solo in due a riuscire a conciliare lo studio di medicina con l’attività sportiva) e cosi dopo per potermi specializzare e fare dottorati di ricerca etc.

Appena laureato ho avuto il coraggio di aprirmi lo studio, cosa possibile solo perché mia moglie ha avuto la bravura di vincere da giovanissima il concorso di insegnante e quindi potermi prestare la fidejussione in banca per acquistare tre apparecchiature fisioterapiche. Ho riscosso da subito un grande successo professionale che mi ha portato, dopo qualche anno, a realizzare la Medical Sport Center presso il Centro Commerciale Le Fornaci dove, in quasi venti anni, ho curato persone provenienti da tutta la Calabria e non solo, Atleti nazionali ed internazionali di varie discipline sportive, oltre ad essere Centro di Riferimento nazionale (insieme al Rizzoli di Bologna) per la riabilitazione isocinetica (si trattava di apparecchiature computerizzate, importate dall’America, presenti solo a Catanzaro e a Bologna). Struttura fiore all’occhiello della Riabilitazione nazionale (i lavori scientifici prodotti in quella sede sono citati in diverse pubblicazioni nazionali ed internazionali) con il nome della città di Catanzaro risuonato in varie parti del mondo dove si sono tenuti i Congressi nei quali ho presentato i risultati (per i particolari basta cliccare www.claudioparente.com – attività scientifica).

Medical Sport Center srl che dovetti abbandonare come socio, amministratore e professionista, nel febbraio 2010 (pag.24 visura storica camerale allegata), in quanto, presentandomi alle elezioni regionali e poi diventando consigliere, sarei stato prima ineleggibile e dopo incompatibile. La struttura venne ceduta ad un’altra società (pag.39 – visura camerale allegata) che chiese, per poter sfruttare la storia ed il successo maturato in circa 20 anni, di poter mantenere il nome originario a cui aggiungere la parola Riabilitazione per differenziarla dalla Medical Sport Center srl che ieri come oggi ancora opera nel settore socio-sanitario. Nuova società che dopo alcuni anni fu costretta a chiudere per le solite difficoltà burocratiche con la Regione e nei pagamenti con l’Azienda sanitaria ma, soprattutto, perché le attività ambulatoriali specialistiche si imperniano sul nome del professionista a cui la gente si lega e di cui la gente ha fiducia.

Nel caso specifico la gente chiedeva solo di me, che non c’ero più, sebbene ci fossero altri valenti professionisti oltre ad un team molto preparato di fisioterapisti che mi avevano seguito per oltre vent’anni nei vari studi attivati (Lamezia, Cosenza) cosi come tanti medici, formati dal sottoscritto, sono poi diventati primari o medici dello sport di indubbie qualità (De Nicola, medico sociale del Bari e poi del Napoli per 15 anni, Massimo Iera del Catanzaro e del Crotone, etc) . Ebbene il “campione senza tituli” utilizza anche questa situazione per infangare e cercare di far credere che la colpa fosse mia e di Massimo Poggi se quella società ha poi deciso di chiudere quattro anni dopo che sia io che Massimo Poggi non facevamo più parte come si evince, oltre che dalla visura camerale, per quanto riportato da un articolo, allegato, di un dipendente (rappresentante sindacale dei lavoratori) quando la struttura fu chiusa. Quindi prima grande falsità del “campione senza tituli”. Il prossimo argomento tratterà la vicenda dell’U.S. Catanzaro vero paradigma di una storia calabrese.”

Redazione Calabria 7

Fonte