Catanzaro, ‘I Quartieri’: “Bilancio comunale in ordine? Abramo chiarisca”

C’è un ritornello che da anni si ripete all’interno delle mura civiche, tanto da essere diventato il gonfalone dell’era Abramo: “i conti sono in ordine!”. Noi non abbiamo dubbi sulla bontà dell’affermazione, che è politica prima ed amministrativa dopo, per come nulla o quasi nulla… ci induce a dubitare sulle capacità contabili dell’Assessore al Bilancio del Comune di Catanzaro, che altri non è che il sindaco Sergio Abramo”. Lo afferma in una nota l’Associazione “I Quartieri”.

Proprio per fugare ogni tipo di dubbio abbiamo provveduto in data 06.08.2019 protocollo 76161 a portare all’attenzione del sindaco Abramo, del presidente Polimeni, di tutti i consiglieri comunali, degli uffici comunali interessati, nonché della Corte dei Conti Calabria, del Procuratore della Repubblica Dr. Gratteri e del Prefetto di Catanzaro una serie di domande e di interrogativi, che ci servono risposte, ma soprattutto per rompere quel costume politico – poco trasparente – di (non) comunicazione e di violazione di una regola democratica, quanto meno di opportunità, che dovrebbe imporre la giusta attenzione per i cittadini ad essere puntualmente informati, non fosse altro in quanti “contribuenti”.

     

La vicenda nasce da una procedura di accertamento messa in atto dall’Agenzia delle Entrate, che sembra essersi conclusa in data 09.07.2019, con la contestazione al Comune di Catanzaro di una serie di violazioni, formali e sostanziali, in relazione ad imposta IVA ed IRAP per alcuni anni d’imposta. Ciò che emerge è il richiamo di somme “importanti” che rispetto all’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) per l’annualità 2015 viene rettificata e ritenuta “indetraibile” per la somma di €.796.503,67, di cui €.785.121,24 per indetraibilità ai sensi dell’art.19 ter del DPR n.633/72 derivanti dalla riqualificazione in istituzionale e/o promiscuo delle spese di cui alle determini dirigenziali.

Senza voler scendere nello specifico del verbale di conclusione dell’accertamento, atteso che sembrerebbe che anche l’atto di opposizione abbia visto il Comune di Catanzaro perdente, nonostante l’incarico ad un professionista esterno dalle “insegne” universitarie, del quale sembrerebbe utile conoscere il costo sostenuto, se sostenuto, ma soprattutto capire se ad oggi sia stata escussa da parte dell’Amministrazione cittadina la polizza posta a garanzia.

In tutto questo quello che non ritorna è la “presunta” non conoscenza di tutti gli atti – sia all’atto di inizio dell’accertamento che quello di chiusura con tutti i passaggi finora consumati – da parte della Giunta e del Consiglio Comunale che è quello che vota il bilancio, assumendosi di fatto una responsabilità anche di ordine patrimoniale (?)

Non è questa una risposta di poco conto, perché di fatto espropria o ha espropriato lo stesso Consiglio Comunale del suo ruolo, democratico, di conoscenza e di trasparenza, quella che non pare albergare fra le mura di Palazzo de Nobili. La stessa non trasparenza, che se verificato, si riflette fra i capitoli del bilancio comunale. Lo stesso bilancio che impone ai cittadini lacrime e sangue, senza una qualità dei servizi offerti, mentre nel concreto resta un libro dei sogni in mano a pochi e, magari dimenticato per la parte che stiamo trattando, in qualche cassetto importante, che ha assunto il ruolo di “forziere” improprio per la città.

In questo forziere, sembrerebbe, si sia consumato anche il defenestramento di qualche Collegio dei Revisori dei Conti, magari non in sintonia con le scelte – perdenti – del professore universitario. Oppure ancora di più perché avrebbero messo in predicato tante “premialità economiche” che da anni vengono elargite a mani basse ad alcuni settori della macchina comunale (?).

Resta il fatto che se la pratica richiamata esiste, per come esiste, in un bilancio che ogni volta ci viene ricordato molto stretto, questa è un’importante partita che determina uno sbilancio significativo. Lo stesso sbilancio in termini democratici che più volte ha spinto a minimizzare – non vorremmo dire negare – l’esistenza di una procedura di accertamento, anche di fronte alle legittime richieste di consiglieri comunali.
Siamo certi che anche questa volta non riceveremo risposta.

Ne siamo convinti perché è questo il metodo adottato, quello della “non legittimazione”, come se la stessa sia un’opzione esclusiva di chi comanda il vapore e non già una consolidata opzione costituzionale.
Noi ce ne facciamo sempre una ragione ed è per questo che le risposte le abbiamo chieste anche…Altrove!”

Redazione Calabria 7

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