Catanzaro, I Quartieri: “Abramo e suoi assessori a casa per salute pubblica”

“Nessuno mai, tantomeno noi, ha ritenuto che il futuro di Catanzaro gravitasse intorno ai “paletti” di Corso Mazzini anche perché in quei manufatti non c’è futuro ma, solo la rappresentazione in ghisa – fredda ed inospitale – di un metodo errato di confronto, quello fatto di non ascolto e tanta supponenza. A memoria nessuno di noi ricorda un Consiglio Comunale come l’ultimo avvenuto, dove la protesta dei cittadini, di una parte di città produttiva, ha toccato livelli mai visti. Nessuno mai avrebbe immaginato che la protesta, legittima o meno, superasse il livello istituzionale, superasse il ruolo delle opposizioni politiche e che superasse anche il consueto livello di rappresentatività generalmente riconosciuto alle organizzazioni di categoria ed alle rappresentanze politiche. Insomma questa maggioranza che si definisce politica ed illuminata ed il sindaco Abramo hanno realizzato un mostro, è come se, si ribaltasse il ruolo degli attori dell’attacco al Bataclan, dove le vittime diventano carnefici.”

Lo afferma Alfredo Serrao, Presidente dell’associazione “I Quartieri”.

“Ma, come se non bastasse, come già detto, i paletti di Corso Mazzini sono solo la punta di un iceberg di un malcontento diffuso in città, dove ormai tutti hanno preso coscienza che tutto è bloccato e che tante promesse, oppure opere pubbliche sbandierate, sono indegnamente ferme con le quattro frecce d’emergenza accese! Eppure in tutto questo il sindaco Abramo si sente offeso, dileggiato da una città che francamente oggi ha superato la Commissione Europea ed ha già inferto la procedura di infrazione al governo della città, tanto che sempre Abramo annuncia denunce erga omnes, a chiunque da oggi criticherà la sua (non) azione di governo. C’è certamente da stare contenti, quando la democrazia si trasforma in dittatura, quella della parola e quella dell’inefficienza (sic!) Catanzaro ed i cittadini questo l’hanno capito. Hanno capito che in città i paletti e la morte del centro storico non hanno via di uscita se non si fa un ragionamento complessivo di dove vuole andare questa collettività.

Hanno capito che il verde pubblico è diventato una giungla, nonostante i proclami e nonostante i soldi, tanto che i cittadini sono diventati ormai cittadinanza attiva e fattiva e procedono in autonomia alla pulizia (vedi foto Via Carlo V). Hanno capito che il decoro urbano passa anche da un minimo di spazzamento delle vie, quelle dimenticate come è dimenticato il nome del Milite Ignoto. Hanno capito che non tutto si risolve con i risparmi di bilancio e che non si governa solo con l’attenzione non tanto alla borsa, ma quanto al borsellino, quello dove resterà a memoria di tutti la famosa Tassa Cavallaro, quella sui bidoni carrellati. Insomma tutti abbiamo capito che questa città non ha storia, che non è accogliente, che la disabilità e l’anzianità sono un peso – gli arredi di Corso Mazzini sono la riprova – ed in particolare abbiamo capito che questo governo cittadino ha finito lo slancio, se mai l’ha avuto… Ma, abbiamo capito che è tempo di cambiare registro e che per un fatto di salute pubblica il buon sindaco Abramo ed i suoi spenti assessori, dovrebbero e potrebbero ritornare a casa…nessuno se ne accorgerà.”

Redazione Calabria 7

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