Catanzaro, depuratore. Bosco e Fiorita: di inesattezze neanche l’ombra

“Leggendo la parte iniziale della nota dell’assessore Longo avevamo creduto di aver scritto “gravi inesattezze” per poi comprendere che di inesattezze non vi era neanche l’ombra”. Lo dichiarano i consiglieri comunali di Cambiavento Gianmichele Bosco e Nicola Fiorita. Comprendiamo che l’assessore è membro della maggioranza e quindi non possa confermare quanto da noi messo in evidenza, però per evitare che l’amministrazione comunale faccia l’ennesimo “buco nell’acqua” ai danni della collettività, sarebbe necessario che si ravvedesse al più presto. A seguito di interrogazione, infatti abbiamo rilevato profili specifici di illegittimità ed illiceità della deliberazione della Giunta Comunale 3 aprile 2019 n.119, che dichiara di approvare un asserito “Progetto di Fattibilità attinente alla Rifunzionalizzazione dell’impianto di depurazione in località Verghello”, mentre in realtà contiene solo un sommario ed inconcludente Studio di Fattibilità che come tale non ha alcuna rilevanza giuridica ed operativa e difetta di tutti gli elementi descrittivi ed istruttori nonché di progettazione. Per giunta si rivela contraddittorio, irrealizzabile, carente di copertura finanziaria ed abbandona completamente il procedimento di appalto per la realizzazione dell’intero impianto fognario e di depurazione per procedere, invece, alla sola ristrutturazione dell’impianto  di depurazione esistente in località Verghello, pretendendo inoltre di utilizzare allo scopo i finanziamenti accordati dal Ministero dell’Ambiente nel 2006 (APQ TAGIRI) e quelli accordati con deliberazione CIPE  n.60/2012  che avevano, questi ultimi, destinazione vincolata al superamento della procedura di infrazione comunitaria con cui condurre a norma tutto  il sistema depurativo e fognante. Con il riscontro pubblicato sulla stampa, l’Assessore nulla risponde quanto alle antinomie esistenti e si limita ad affermare apoditticamente che avremmo “affermato alcune gravi inesattezze” senza enunciare nemmeno a titolo esplicativo quali sarebbero. L’Assessore, senza nulla replicare, afferma che la Giunta si sarebbe mossa con assoluta tempestività mettendo in atto il primo passo dopo la  “vittoria della causa per la  realizzazione di un nuovo depuratore”, il che non è assolutamente vero poiché non vi era assolutamente necessità di attendere la sentenza del TAR in merito alla determinazione con cui era stata revocata la aggiudicazione (e non anche il procedimento di appalto che resta in essere) poiché ogni provvedimento comunale era ed è esecutivo fin dall’origine, poiché tutte le domande di sospensione erano state respinte e non era pertanto necessario attendere la definizione giudiziale nel merito che peraltro ancora non esiste pendendo l’appello davanti al Consiglio di Stato. Non è vero, poi, che sarebbe, con la deliberazione, stato compiuto il primo passo, poiché la semplice approvazione di uno Studio di Fattibilità (così come denominato dallo stesso Assessore), non ha alcuna rilevanza procedimentale ed è priva di tutti gli elementi di legge ed ancora, oltre alla mancata risposta in merito ad ogni questione, l’intervento preoccupa laddove sembra accennare a non dichiarati interventi ed accordi con una non meglio identificata autorità Regionale, rilevante anche in relazione al finanziamento. Ed inoltre, ammette che, per realizzare un intervento radicalmente diverso da quello iniziale, è necessaria una lunga e complessa procedura che, muovendo dall’appalto della progettazione dovrebbe portare alla aggiudicazione definitiva ed alla stipula, previo ottenimento del finanziamento che viene prospettato come ipotesi, sicché la città capoluogo di regione resterebbe per tempo illimitato in una posizione di assoluta carenza. Nello studio di fattibilità, ribadiamo, si prevede solo il rifacimento del depuratore e non anche quanto occorrente per la fognatura il che è particolarmente rilevante considerato che  il sistema fognario esistente, dovrebbe essere implementato con circa 37 Km di nuovi collettori, considerando anche che circa il 40% dei reflui fognari cittadini per buona parte sfocia nel torrente Fiumarella e da qui sul litorale di Catanzaro Lido, senza quindi essere collettato al depuratore. Mentre, poi, la deliberazione prevede di realizzare la Rifunzionalizzazione dell’impianto di depurazione esistente  con i fondi già concessi, la comunicazione dell’Assessore confessa invece che occorrerebbe la conferma del finanziamento regionale di circa 14 milioni di euro, il che dimostrerebbe ancora più il difetto di copertura finanziaria rivelato anche dalla delibera laddove ritiene di utilizzare il finanziamento del Cipe, con destinazione vincolata, all’ eliminazione del procedimento di infrazione con la messa a norma di tutto il sistema, per una opera diversa (la ristrutturazione del depuratore in luogo del nuovo depuratore e non anche la indispensabile la messa a norma dell’intero sistema fognario). Al proposito l’Assessore fa riferimento ad atti concordati con la Regione e ad un finanziamento che la stessa dovrebbe dare. Ma quali sono tali accordi e da chi sarebbero stati stipulati? La Pubblica Amministrazione opera con atti scritti e documenti, non certo con operazioni sottobanco per cui tali contatti ed accordi se esistenti dovrebbero essere immediatamente rivelati. L’Assessore, poi, non considera la impossibilità di operare sul vecchio depuratore sequestrato ed al proposito, in un’altra sua uscita, ha affermato che sarebbe stato chiesto il dissequestro. Ma ci chiediamo: le criticità del depuratore (che avevano causato il sequestro) sono state riparate e rimosse? Ma ancor di più si resta stupefatti per il fatto che si afferma che solo ora, ed in funzione del nuovo progetto, si chiederebbe il dissequestro, ma la esistenza del sequestro stesso avrebbe impedito ogni attività anche di ripristino funzionale  essendo fin troppo noto il fatto che, allorquando sia creato con il sequestro il vincolo di indisponibilità, se si vuole intervenire anche per il ripristino funzionale, occorre prima ottenere il dissequestro condizionato alla esecuzione degli interventi necessari, e chiedere il dissequestro definitivo in esito alla verifica della esecuzione di quanto necessario per rimuovere le cause che hanno prodotto il sequestro. Ciò posto è necessario che in relazione a tale intervento, il Sindaco ed il competente Dirigente: – diano conto del richiesto finanziamento regionale giustificandolo in relazione all’utilizzo di fondi vincolati; – ci forniscano gli atti attestanti gli accordi e le richieste cui l’Assessore si riferisce e con quali organi regionali siano stati raggiunti. -ci forniscano indicazioni circa il sequestro e circa gli interventi effettuati sul depuratore. Richiediamo degli interventi seri che possano risolvere definitivamente la problematica e non annunci sensazionali. Purtroppo ad oggi  l’unico dato certo, confermato da Longo, è che per altri due anni la città dovrà convivere con la puzza di melma”.

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