Corteo ed impegno sociale contro il femminicidio

Candele e drappi rossi per dire no alla mattanza quotidiana

 È scesa in piazza Catanzaro per dire basta al femminicidio. Un termine che racchiude tutta la bruttura dei  fatti di sangue consumati nei confronti delle donne per mano di chi diceva di amarle. I dati, seppur rappresentano solamente la cosiddetta punta dell’iceberg, ci parlano di un fenomeno allarmante contro cui la Commissione alle Pari Opportunità del Comune di Catanzaro, presieduta dall’avvocato Giuseppina Pino, ha deciso di manifestare ottenendo l’adesione di diverse associazioni che da tempo operano sul territorio per dare tutela e assistenza alle donne vittime di ogni tipo di violenza. 

All’opera di sensibilizzazione della coscienza collettiva compiuta dall’iniziativa ha risposto anche una buona rappresentanza del mondo maschile, tra cui un gruppo di giovani ragazzi impegnati nello sport.

Il corteo guidato da donne tutte con addosso qualcosa di colore rosso, come il sangue delle donne versato in sacrificio di un amore malsano,  ha attraversato silenziosamente le strade della città partendo da Palazzo De Nobili per poi arrivare nella centrale Piazza Matteotti.

Dietro tante candele accese di una fiaccolata silenziosa e al tempo stesso assordante, non c’era solo il ricordo delle tante vittime, tra cui la giovane Sara Di Pietrantonio uccisa dl suo ex fidanzato, ma anche il grido di indignazione contro quell’insana indifferenza di una società “che uccide due volte”.

 

Se da un lato spetta alle donne hanno la responsabilità di instaurare relazioni sane con l’altro sesso, dall’altro c’è la consapevolezza che solo gli uomini possono porre fine a questa mattanza.