Catanzaro, Circolo ‘Almirante’: “Criminalità nel quartiere Lido, si aspetta il morto?”

“Furti, risse, feriti. Scene di panico, tra figli grondanti di sangue, soccorsi dai medici del 118, e genitori in preda allo sgomento in piena notte a Giovino. Mentre da un’altra parte del quartiere viene preso d’assalto dai ladri uno dei bar storici: il bar Centrale. Al ragazzo aggredito ed alla famiglia nonchè all’amico Marco Nicotera ed alla sua famiglia quest’oggi va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Come va a tutti i gestori delle attività commericiali prese di mira in questi giorni di agosto da questa gentaglia criminale. Qualcuno potrebbe pensare alla sceneggiatura di una pellicola horror, ma basta farsi un giro nelle notti della Marina di Catanzaro per capire che è tutto terribilmente vero”. Lo scrive in una nota Il Direttivo del Circolo “Almirante” di Fratelli d’Italia del quartiere Lido di Catanzaro.

Nessun film. La criminalità dilaga nel quartiere marinaro a dismisura, e che si finisca di chiamarla “micro” perchè è criminalità allo stato puro. Nei mesi scorsi noi del circolo “Giorgio Almirante” di Fratelli d’Italia lo avevano detto a chiare lettere nel corso di un incontro che avevamo voluto per difendere la movida del quartiere marinaro da questi attacchi di violenza. Noi lo avevamo urlato ed oggi non possiamo che riecheggiare quanto denunciato, dal Segretario Nazionale del Sindacato di Polizia Fsp, l’amico Giuseppe Brugnano, nel corso di quell’incontro: ”prima o poi scappa il morto…”. Ma, evidentemente, le nostre parole – seppur sentite, spaventate ed in cerca di soluzione – non sono state ascoltate o, peggio, sono state ignorate. Chiediamo agli organi di competenza un intervento immediato che sia preventivo e strutturato oltreche’ tempestivo. Facciamo un forte appello al Prefetto di Catanzaro ed al Questore affinché venga messa in campo ogni strategia operativa. Facciamo appello, ugual modo, a tutte le Istituzioni. Con organi di competenza non ci riferiamo solo alle Forze di Polizia, che svolgono il loro lavoro egregiamente tra le mille difficoltà operative, alle quali va tutto il nostro sostegno e ringraziamento. Ma in un tale contesto è necessario il coinvolgimento di tutti gli organi istituzionali. Basta fare orecchie da mercanti. Basta vivere con i prosciutti sugli occhi. Basta intervenire solo per fare della mera propaganda politica. Basta indignazioni da radical chic, ora ci si scandalizzi sulle problematiche reali.

       

Adesso scendiamo in piazza a favore di quei ragazzi, di quei genitori, di quei commercianti che vivono quotidianamente il problema della criminalità sulla loro pelle! In un quartiere, quello marinaro del capoluogo di regione, in continua e forte espansione. Riprendiamo gli appelli del Procuratore Nicola Gratteri: ribelliamoci ad ogni illegalità. Scendiamo in piazza se serve, facciamoci sentire, animiamo il dibattito reale e no sui social, se ne parli in piazza, nelle famiglie, nelle chiese, diciamo no alla criminalità. Ma in questa piazza, a scendere per prime dovranno essere le Istituzioni che dal palco dovranno spiegare ai cittadini gli interventi programmati ed immediati per contrastare tale fenomeno. Basta con i silenzi! Basta con l’indifferenza! Basta con il mutismo, riacquistate la parola ed agite! È arrivata l’ora”.

Redazione Calabria 7

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