Catanzaro, Bosco: “Banca d’Italia come tutti i cittadini, deve pagare suolo pubblico”

“Una ditta privata, per conto della filiale territoriale della Banca d’Italia, aveva avviato dei lavori lo scorso cinque giugno. Gli interventi sono stati effettuati senza pagare tasse al Comune, nonostante parte del cantiere occupasse il suolo pubblico. Dopo un accesso agli atti e puntuali segnalazioni da parte del sottoscritto, l’ufficio Tributi del Settore Servizi Finanziari del Comune di Catanzaro ha, giusto pochi giorni fa, ammesso l’errore nell’accordare l’automatica esenzione in favore dell’istituto. ” Lo afferma in una nota il consigliere comunale e capogruppo di Cambiavento, Gianmichele Bosco.

“Alla Banca d’Italia non era stata fatta pagare la Tosap (Tassa di occupazione di suolo pubblico) in quanto considerata erroneamente un ente statale. Ho fatto notare, con una missiva datata 22 luglio, che la Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico e quindi non rientrante nei casi di esenzione previsti dalla legge. A seguito, di ciò gli uffici comunali riconoscevano appunto “l’errore di valutazione” e pertanto hanno promesso di procedere “al recupero delle somme secondo la normativa tributaria vigente, nonché, a verificare le precedenti analoghe occupazioni, procedendo, se il caso lo richiedesse, ad ulteriori recuperi”.

     

Per quanto mi riguarda è un piccolo obiettivo raggiunto, anche se non posso non far notare come sia piuttosto paradossale come un istituto bancario non corrispondesse la tassa di occupazione di suolo pubblico al Comune, mentre tanti cittadini sono costretti a pagare senza fiatare. Si sarebbe configurato un caso di diseguaglianza inaudito. Vigilerò affinché precedenti casi di “indebite esenzioni” siano sanate affinché sia pagato il dovuto alle casse comunali. L’episodio non può che potare ad un’ulteriore riflessione. Abbiamo visto negli ultimi anni come l’Amministrazione comunale, attraverso l’ente di riscossione Soget, abbia ammesso politiche iper-aggressive ( al limite della vessazione) nei confronti dei cittadini senza salvaguardare chi versasse in stato di bisogno o avesse temporanee difficoltà economiche. Proprio per tale ragione non è ammissibile accettare che in questa circostanza (ma evidentemente anche in passato per più volte) si sia salvaguardato un istituto bancario che certamente problemi non ne ha. Il vero coraggio sta nel prendere posizione contro i forti perché, diversamente, è troppo facile fare il leone contro i più deboli e l’agnellino con i “pezzi grossi”. Questa Amministrazione troppo spesso ha dimostrato di non avere nessuna forma di coraggio.

Redazione Calabria 7

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