‘Casalinuovo’ quasi pronta, ma la minoranza ne accentua i ritardi

Sopralluogo alla scuola di via Forni

La scuola “Casalinuovo” di via Forni, nel quartiere Fortuna, a sud della città, tra poco tempo vedrà nuovamente la luce. I lavori di riqualificazione, infatti, sono quasi completati e si attende solamente la sistemazione del piazzale esterno. Gli interventi hanno interessato circa 5000 metri quadrati dell’edificio per un costo complessivo dell’appalto di circa 2 milioni e 400 euro. Ben 11 i corpi di fabbrica sui quali sono intervenuti le ditte, con la messa a norma degli impianti elettrico, idrico e antincendio a servizio della scuola. Inoltre, per una maggiore sicurezza degli studenti e del personale scolastico, è stato installato l’impianto di videosorveglianza e riattivata l’illuminazione esterna. Nelle scorse ore, la commissioni Lavori pubblici di Palazzo De Nobili, rappresentata da Luigi Levato, insieme ai consiglieri Celi, Consolante, Lostumbo e Riccio unitamente all’assessore Franco Longo e ai rappresentanti delle ditte, ha effettuato un sopralluogo mostrando soddisfazione e annunciando “un’ulteriore gara per gli interventi di rifacimento dell’area esterna di accesso alla scuola così da poter garantire la massima sicurezza per gli utenti”.

Se la maggioranza esprime tutto il suo orgoglio per quanto fatto, l’opposizione, attraverso il consigliere Celia di “Fare per Catanzaro”, non le manda a dire, attaccando i suoi “avversari”, rei di poter contare sulla direttrice dell’istituto “Casalinuovo”, ossia sull’assessore alla pubblica istruzione del Comune (Concetta Carrozza ndr). La minoranza, attraverso una nota, inoltre ha criticato aspramente la commissione Lavori Pubblici in quanto, la scuola di via Forni avrebbe dovuto essere consegnata all’istituto “Casalinuovo” già da settembre 2018. Una data promessa dal sindaco Abramo durante un sopralluogo dello scorso mese di maggio. La stessa opposizione ha accolto negativamente anche la nuova gara per completare il piazzale esterno perché “passeranno altri mesi”. Infine, la situazione della scuola “Forni” viene paragonata a quella dell’Accademia di Belle Arti, che da settembre doveva trasferirsi all’Educandato, e che invece è ancora nella vecchia sede di Mater Domini.