Cambiavento, Bosco: “Sanità gratuita, pubblica e di livello”

“Nei giorni scorsi si è molto discusso del Consiglio dei ministri in Calabria. A Catanzaro ci si è principalmente concentrati sulla città prescelta per ospitare la riunione del Governo, che come noto è stata Reggio Calabria e non il Capoluogo. Ci si è soffermati troppo sulla forma e troppo poco sulla sostanza. Riflettiamo su cosa abbia partorito per la nostra Regione questo Consiglio dei ministri: il c.d. Decreto Calabria sulla Sanità che nella sostanza consegna al nuovo commissario ad acta poteri senza eguali nel panorama italiano comprimendo ancor di più quelli in capo alla Regione. Potrà, infatti, direttamente nominare e revocare i direttori generali degli enti del servizio sanitario regionale verificandone l’operato ogni sei mesi con una logica prettamente ragionieristica.

La quadratura dei conti è indubbiamente importante ma è decisamente secondaria rispetto alla necessità di assicurare i diritti e i servizi per i calabresi. Purtroppo misure specifiche per garantire l’innalzamento dei LEA (i Livelli essenziali di assistenza, che nell’ultima rilevazione del ministero sono pari a 136 contro il minimo di 160) non se ne vedono all’interno di questo decreto legge. E nondimeno nessuna norma è stata inserita al fine di scongiurare la più grande sciagura che potrebbe abbattersi oggi sulla sanità calabrese. Il blocco delle assunzioni sta infatti per scattare da un momento all’altro. Il sistema calabrese già è gravato da una strutturale carenza di personale che mette a repentaglio tutti gli standard di garanzia minima. Basti pensare a come nelle scorse settimane l’azienda ospedaliera Pugliese–Ciaccio di Catanzaro abbia dovuto sospendere la pratica del parto analgesico (parto indolore) proprio per carenza di professionisti, di anestesisti nello specifico.

A questo si aggiunga che, secondo autorevoli ricerche, entro il 2025, tra blocco di assunzioni e pensionamenti ordinari e quelli con Quota 100, si prevedono circa 1500 medici in meno per la Calabria. È bene ricordare che la sanità calabrese è sottoposta al Piano di Rientro e poi commissariata dal 2010 e nonostante ciò non solo non è adempiente sul fronte dei LEA ma il disavanzo è progressivamente salito, sfiorando nell’ultima verifica quasi i 170 milioni di euro. Quindi, nonostante un commissariamento decennale, la situazione sanitaria non è certamente migliorata. Purtroppo il peso di anni e anni in cui la politica ha banchettato al tavolo della sanità tra nomine dei vertici e un monitoraggio asfissiante su quasi tutte le assunzioni si fanno sentire enormemente.

Se non si vuole che questo Decreto diventi una semplice guerra di potere fra vecchie e nuove forze politiche è necessario che sia presentato un piano a tutti i calabresi in cui venga illustrato come saranno migliorati i livelli di prestazioni e servizi. Non si può più attendere, i calabresi hanno bisogno di garanzie sanitarie e bisogna necessariamente limitare il fenomeno della migrazione sanitaria verso le Regioni più ricche. I provvedimenti del governo gialloverde confermano di andare verso la direzione contraria agli interessi del popolo attraverso misure che delegittimano sempre più la sanità pubblica per tale ragione urge un incontro immediato con i parlamentari eletti nella Regione affinché si affronti seriamente il problema per ribadire come al centro della Sanità non ci siano solo i conti ma la priorità deve essere il paziente. Riprendiamoci ciò che ci spetta ossia una Sanità gratuita, pubblica e di livello!”

Redazione Calabria 7

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