Guarito dal brutto male, bentornato a casa campione !

La storia del piccolo Giovanni

La lunga sofferenza di una famiglia che finalmente riaccoglie a casa il piccolo Giovanni, reduce da una terribile esperienza con un tumore alla gamba.
L’importanza di una immediata diagnosi, la rivoluzione di una madre alle prese con la quarta gravidanza (nel frattempo portata a termine felicemente), la trepidazione di parenti ed amici, la grande paura di un lungo intervento, il calvario della chemio, la forza di farcela ed il coraggio di un ragazzino che rincuorava tutti i fratellini.

LA LETTERA 

“Tutto iniziò un anno fa circa mentre Giovanni si allenava per iniziare la stagione del calcio 2015/2016,con un piccolo dolore insignificante al polpaccio,controlli,ortopedico,ecografia,esito,e solo una cisti niente di cui preoccuparsi… Una tranquilla Risonanza doveva essere, ed invece subito Tac e via l’esito con relativo colpo al cuore: Forte sospetto di sarcoma di Ewing o Osseo sarcoma . Partite immediatamente non perdere tempo, ci disse il medico.

Ritorno a casa tra lacrime e disperazione. Il quarto figlio in arrivo, una creatura che non aveva nessuna colpa, voleva solo nascere, ma la mamma era nella disperazione totale.

Preparazione delle valigie due sole per mamma,  papà, Giovanni, sorellina di 3 anni e la nonna, il cuore ancora nello sconforto per dover lasciare l’altro figlio più grande a Catanzaro e via si parte al buio senza albergo, la macchina in prestito pochi spiccioli e solo il latte per la piccola.

I telefoni squillano incessantemente, gli amici, volevano sapere, ce la farete, ci dicevano, ce la farete.

Ricovero a Firenze

Arrivo a Firenze, una città grande e buia, per noi, che già da giorni non vedevamo la luce del sole. Diretti all’ospedale CTO,biopsia ed esito finale,”Sarcoma di Ewing”non c’è tempo da perdere controlli su controlli, analisi su analisi, le cellule del tumore sono presenti anche nel midollo, dobbiamo iniziare la terapia possiamo aspettatevi.

Paura, paura e ancora paura, ma fatti forza mamma, mi dicevano, hai con te Giovanni che ancora non sa della sua malattia, la piccola che piange, rivuole i suoi fratelli con se, e un altra creatura nella pancia che sente il tuo dolore.

Corsa al “Meyer”, ospedale pediatrico, enorme coraggio e dire tutto a Giovanni nei dovuto modi e se anche il cuore stava scoppiando e gli occhi trattenevano le lacrime, con il sorriso e tranquillità si è dovuto spiegare il tutto. Inizio terapia, ogni goccia di chemio che scendeva era una coltellata al cuore.

Primi 4 cicli, vedevo il suo corpo debilitarsi, la sua stanchezza, il suo volermi dire”mamma ce la faremo stai tranquilla”, cadono i capelli sopracciglia e ciglia, ma la sua forza il suo coraggio e la sua voglia di uscire da questo tunnel buio era grande.

Le mie infinite lacrime in silenzio la notte, sotto la doccia e uscendo poi sorridente come se non fosse successo nulla.

Il figlio maggiore mi guardava negli occhi, capisce tutto e sta zitto,capisce il mio dolore e si sente impotente. Siamo arrivati all’operazione. Le 7:30 del10 marzo 2016. Signora mi dicevano i medici,stia tranquilla l’operazione durerà 5-6 ore.

L’intervento chirurgico

Passano lentamente, ci siamo quasi penso io, fra un po dovrebbe uscire, ma niente, arriviamo a 7-8-9-10 ore di panico totale, non esce nessuno da lì, ho paura mi prendo di panico,pianto a dirotto,dicevo “Rivoglio mio figlio vi prego”,e dopo 11 interminabili e maledettissime ore finalmente il medico, tutto bene signora fra un po’ potrà entrare a vedere suo figlio, l’operazione è stata difficile ma ce l’abbiamo fatta. Finalmente possiamo entrare:  una scena atroce mio figlio gonfio e tremante mi diceva mamma sto bene ho solo un po di freddo, cercavo di stringerlo forte ma il pancione mi ostacolava. . Sistemazione in camera alle 21, signora vada a casa sarà stanca rimane suo marito,vado a casa a malincuore non avevo nessuna voglia di lasciarlo,il bimbo in pancia non si fermava sembrava mi dicesse mamma ho fame e da ieri mattina che non mangi. cena veloce e subito a letto.

Usciti dopo 10 giorni dal CTO (ospedale ortopedico) e rientro al Meyer,li altra sentenza, “signora il tumore debellato al 100% ma bisogna fare altre 9 chemio”, felicissima ma ho paura, Giovanni è già stanco non riuscirà a superare le altre 9 chemio .Si ricomincia: chemio, febbre,ricoveri,antibiotici,mucosite,valori bassissimi,paure,notti insonni i mille viaggi degli zii Antonio e Imma e i nonni, tutto questo fino a settembre.

Si, il 13 settembre 2016 siamo all’ultima, siamo alla fine la sacca sta per finire e mentre siamo lì a parlare con i psicologi ecco lo squillo,lo squillo tanto desiderato l’ultimo il più bello E’ FINITA AMORE MIO e’ finita sta maledettissima chemio, sentirsi rinascere, pianto di gioia, telefonate per dire è finita, ritorno a casa a Firenze, lunga attesa controlli e poi si parte: torniamo a Catanzaro, torniamo a casa nostra. Col mio campione Giovanni, più forte e più bello di prima!”