Assise su Giovino, esperto internazionale: turismo, Catanzaro dietro Cosenza (SERVIZIO TV)

di Danilo Colacino – Una grande assise pubblica, seguita a quella di aprile svoltasi in un noto hotel della costa ionica catanzarese. Una giornata di studio insomma, per come l’ha definita il sindaco Sergio Abramo. Oggetto della discussione, neanche a dirlo, Giovino. Il polmone verde su cui ci si continua a dividere e che interessa un po’ a tutti, ma da “lasciare così com’è in mancanza di un’idea valida”. Parola dello stesso Abramo – per così dire introdotto dal presidente dei giornalisti calabresi Giuseppe Soluri – che ha convocato gli stati generali di vari ordini professionali e associazioni di categoria nella Sala della Cultura di Palazzo di Vetro. Molti gli esponenti nazionali come il presidente degli architetti Giuseppe Capocchin e della Federazine italiana dei Club Unesco Teresa Gualtieri, il vicepresidente di Legambiente  Edoardo Zanchini, i consiglieri dei Geologi Francesco Arcangelo Violo e degli Agronomi Carmela Pecora presenti, l’esperto di programmazione e marketing territoriale di Federturismo Josep Ejarque, l’economista Sergio Stumpo. Senza dimenticare i rettori dell’Unical Gino Mirocle Crisci e dell’Umg Giovambattista De Sarro. E poi i presidenti delle varie Confindustria, Confesercenti, Camera di Commercio e così via, oltre a una serie di consiglieri regionali ed esponenti della Giunta e del consiglio comunale del capoluogo. Un pezzo importante della compagine amministrativa vicina ad Abramo, perché a supporto del suo progetto di governance della città, ma non solo essendoci pure buona parte della minoranza.

Le sorti di Giovino nella visione degli esperti che si sono alternati nel lungo giro di interventi. Sotto il profilo turistico ci sarebbe davvero molto da lavorare. Lo afferma l’esperto, in tutti i sensi del termine, Ejarque, perché spiega “esiste un prodotto e un mercato turistico, che seguono un mondo profondamente cambiato. Non basta quindi la promozione e la pubblicità classica. Bisogna offrire un valore: di tempo, d’esperienza e di quattrini in termini di poca spesa. Così Catanzaro si farà preferire alla concorrenza, altrimenti dovrà stare dietro a Cosenza che ha creato una piccola nicchia anche se so di darvi un dispiacere per la rivalità fra le due città. Un confronto che ricorda quello fra Madrid e Barcellona nella mia Spagna”. A seguire Capocchin: “Meglio parlare di concorso di progettazione più che di idee. Direi poi di spendere bene un euro nel pubblico, perché ne genera 5 impiegati con profitto dal privato”.

 

La carrellata dei pareri universitari. Il rettore De Sarro pare adeguarsi nell’indicare la via di cambiamento per Lido: “Gli studenti portano pochi soldi e poi all’Università sento spesso parlare di Caminia, Copanello e da poco di nuovo Soverato. Forse servirebbe puntare sul turismo sportivo o magari un narratore come Andrea Camilleri che ambienti qui un Montalbano, un grande spot per la città da proporre al grande pubblico”. Crisci invece stigmatizza il campanilismo, a cui si è fatto riferimento in precedenza, dal momento che così non si ragiona in un’ottica di sistema regionale. E la colpa è dei nostri seri problemi culturali. Pensate alla Sila, un pezzo di Alpi 1.200km più a Sud. Ma chi lo sa? Ecco il nostro difetto peggiore, l’autodistruzione. Ma per quanto mi riguarda non mollo, vorrei che l’intera Calabria fosse patrimonio dell’Unesco e mi spenderò affinché accada”. A chiudere la carrellata di cattedratici, il docente della Mediterranea di Reggio Tommaso Manfredi: “Dobbiamo avere una percezione precisa e ampia della materia di cui dobbiamo occuparci, confrontandoci con gli altri. È l’unico modo per avere una visione di insieme, la migliore possibile in un ambito come questo”.

Le considerazioni finali con la chiosa di Abramo. Battute finali con la Gualtieri: “Unire le forze tra associazioni e mondo accademico è una formula vincente per pensare alla rinascita di Catanzaro, magari partendo proprio dalla rinascita di Giovino”. Ma al termine il moderatore Soluri ci mette, forse suo malgrado, un pizzico di pepe pur facendo un ‘riassunto’ istituzionale e di prammatica: “Sindaco, idee concrete non ne abbiamo ascoltato. Ma sono di sicuro arrivate tante linee di indirizzo. E con ogni probabilità non poteva essere altrimenti”. Il sindaco, comunque sia, conclude così: “Nella vita bisogna impegnarsi, essere umili e aprirsi, in modo tale da ricevere buoni consigli. Quanto abbiamo appreso è che non basterà parlare solo di Giovino. Il percorso è un po’ più duro sul futuro. Si collabori, dunque. La città, infatti, al momento non si adegua a certe regole come ad esempio la tinteggiatura dei palazzi con colori strani rispetto a cui nessuno interviene. Io non posso controllare tutto, dovete pertanto darmi una mano altrimenti non ci eleveremo. Mai”.

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