Abramo-Occhiuto, c’eravamo tanto amati…ma adesso tira una brutta aria

di Danilo Colacino – Scoppia il caso Forza Italia al Comune di Catanzaro? Parrebbe proprio di sì – anche se bisognerà capire cosa diranno in merito i diretti interessati che in queste circostanze, a prescindere dal partito d’appartenenza, hanno sempre pronto un distinguo o una precisazione di prammatica – ma è chiaro come a noi competa di registrare i fatti. E questi ultimi dicono che, all’inaugurazione della strada che collega Lido a Germaneto avvenuta stamani, di rappresentanti istituzionali azzurri neanche l’ombra. Sembra infatti che il sindaco Sergio Abramo, il quale notoriamente muta amici e posizioni in tempi molto rapidi, non abbia coinvolto tutti, ma proprio tutti, del partito del Cav con il risultato di subire un forfait da parte di assessori e consiglieri forzisti.

Le commuoventi (citazione di Giuseppe Pisano) parole di Abramo nel giorno, il 13 aprile scorso, dell’incoronazione di Mario Occhiuto ad aspirante governatore del centrodestra sono già un ricordo? Strane, davvero molto, le frizioni, piccole o grandi che siano, fra il sindaco del capoluogo e Fi. Scricchiolii per giunta verificatisi alla vigilia dell’attesa visita in cima ai Tre Colli, per un appuntamento ufficiale in programma dopodomani a partire dalle 11, del possibile presidente della Regione designato dal vertice calabrese dei berlusconiani di cui bisognerà appurare la natura. Chissà, ad esempio, se Abramo sarà di nuovo pubblicamente al fianco di Occhiuto come nella convention di Lamezia di circa 57 giorni prima (se si considera come termine giovedì mattina) o se le ‘toccanti’ frasi di appoggio incondizionato avranno intanto lasciato spazio a una diversa vision. A un altro progetto, magari personale, insomma.

   

L’asse Abramo-Aiello-Esposito. C’è poco da fare: al netto di alterchi o liti del passato, Abramo continua ad avere nei rappresentanti di Catanzaro da Vivere i suoi interlocutori privilegiati sebbene interessi contingenti possano indurre a pensare il contrario. Sarà infatti per la condivisione di un agire politico improntato al dire A, pensare B e poi fare C – quindi in ossequio al vecchio brocardo latino similis cum similibus – sarà per le doti diplomatiche degli Aielloboys; sarà per la mediazione di qualche controverso personaggio del sottobosco catanzarese (a cui pare si debba ormai chiedere il permesso per usufruire del porto nei mesi estivi, faccenda su cui torneremo ad occuparci a breve nell’ambito di uno scottante caso che affronteremo in uno speciale ‘A microfono aperto…’); sarà per la scelta di ‘capitan futuro’ Marco Polimeni, che del sindaco è ombra e francobollo in attesa della successione, ma tutto converge verso un rapporto a prova di bomba. Eppure Abramo, secondo logica, dovrebbe dialogare assai di più con l’Fi tradizionale, di cui peraltro è da sempre ‘membro ombra’, quella che nonostante battute d’arresto in serie a livello nazionale non ha di certo abbandonato la nave. Anzi. Una dirigenza calabrese forzista che ha finora imposto la candidatura Occhiuto senza se e senza ma. Ipotesi che due mesi fa il sindaco del capoluogo pareva aver accettato di ‘ottimo’ grado.

Il centrodestra alla prova del nove. Chissà se il primo cittadino di Cosenza abbia mai visto il capolavoro cinematografico con Brad Pitt, oltretutto pluripremiato alla cerimonia degli Oscar di dieci anni orsono, “Il curioso caso di Benjamin Button”. Si tratta di un film in cui il protagonista invecchiando, ringiovanisce. Una dote di cui dovrebbe giovarsi anche Occhiuto, se vorrà essere governatore, essendo da tempo, o forse addirittura sin dalla sua stessa indicazione, bersaglio privilegiato di presunti alleati che più di esserne aficionados sembrano in realtà suoi irriducibili detrattori. Serviranno quindi spalle larghe e qualità taumaturgiche al Mario del centrodestra per non rischiare di finire impallinato come il suo omonimo del centrosinistra (Oliverio).

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