A Taverna il Sindaco ‘vieta’ di mangiare pane

Chissà se al grande Mattia Preti piacesse il pane…perché oggi nella sua Taverna è vietato mangiarne.  Sono queste più o meno le conseguenze della direttiva con cui il sindaco Sebastiano Tarantino ha chiuso l’unico storico panificio in quanto troppo rumoroso.

Con una ordinanza del 24 ottobre scorso, il Dirigente dell’Ufficio Tecnico del comune ha imposto l’immediato stop del panificio, gettando nello sconforto una famiglia di lavoratori e creando immaginabili conseguenze per l’approvvigionamento alimentare.  L’ordinanza è a cura del dirigente ma reca la firma del Sindaco. Una urgenza strana assume il Codacons l’associazione dei consumatori che segue la questione, visto che non si è attesa la normale sottoscrizione del  dirigente che aveva redatto l’atto.

Alla base del drastico provvedimento le emissioni sonore, giudicate intollerabili dal personale dell’Arpacal che ha effettuato i rilievi di notte quando in verità il silenzio accentua ogni rumore. Anche in un condominio che nel corso dei decenni qualche  piccolo fastidio avrebbe già dovuto sentirlo.

Ma le singolarità di questa storia non finiscono. Non risultano, infatti, indicate le ragioni di tanta urgenza né al fornaio è stato avvisato della verifica Arpacal in modo da potersi adeguare. E cosa ritenuta più grave nel provvedimento di chiusura non sono indicate le prescrizioni da adottare al fine di poter riaprire l’attività. La famiglia dei panettieri Tavernesi ha quindi  deciso di insorgere avverso una procedura che percepisce come un vero e proprio sopruso.

Al danno la beffa perché le sorprese però non sono finite. Nei giorni scorsi Il Sindaco Tarantino, “tenuto conto delle rimostranze … nelle quali evidenziano discrasie in merito alle procedure” annulla l’ordinanza di chiusura dell’attività lavorativa.  Lieto fine? Neppure per sogno… Infatti lo stesso messo comunale che ha recapitato il sospirato provvedimento di annullamento, provvede a consegnare una nuova comunicazione, questa volta del Responsabile dell’Ufficio Tecnico, con la quale viene preannunciata una nuova chiusura.

In un momento di crisi dilagante – assume nella sua disamina l’avv. Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons che difende il panificio –  è  opportuno che una pubblica amministrazione dedichi così tante risorse per gettare sul lastrico una famiglia ed una attività commerciale unica per la collettività?

La vicenda rimane aperta e la nostra Testata resta disponibile a sentire le ragioni della pubblica come quelle eventualmente ulteriori dell’artigiano.